Dolci tradizioni di Carnevale

 

 

Durante i festeggiamenti era usanza cucinare dolci veloci, poco costosi, da offrire alla moltitudine di persone che interveniva. Da qui la tradizione dei fritti: acqua, farina e zucchero che ancora oggi, pur con qualche ingrediente in più, si trasformano in fumanti e dorate  chiacchere, che troviamo in tutta Italia con nomi diversi: frappe, cenci, sfrappole, grostoli, bugie, galani, zeppole, lattughe, carteddate, nastri di suora, nodi d’amore. Altre ricette sfruttano sempre la pasta fritta, ma aggiungono un goloso ripieno di marmellata, canditi, ricotta. Si hanno così  tortelli dolci, ravioli,  frittelle,  fritole, castagnole,  culingiones, fravioli. I cannoli sono il dolce di rigore in Sicilia: la tradizione pretende che debbano essere offerti agli amici ed ai parenti nel numero di dodici o multipli. In Toscana troviamo il berlingozzo, dolce al forno dalla forma di ciambella, il cui nome sembra derivare dal berlingaccio, termine che indicava il giovedì grasso e una maschera quattrocentesca. Una specialità tipica del centro Italia (Abruzzo, Umbria, Marche, Lazio) è la cicerchiata, palline di pasta dolce insaporite con alchermes e limone, messi a friggere nell’olio di oliva, ricoperti di miele e modellati a forma di ciambella. In Puglia troviamo li cartiddati, nastri di pasta dolce avvolti a spirale e ricoperti di miele o vino cotto. In Sardegna oltre ai “culungioneddos de pendula” ed alle  “orilletas” troviamo “mangadagas” ed i  “sos pinos”. Con che vino si abbinano? La regola aurea recita: al dessert si accompagna un vino dolce!  Bene. Quindi gli spumanti freschi, gli aromatici in genere (Malvasia, Brachetto, Moscato, Gewurztraminer), ma qualche specialità si può accompagnare volentieri a dei passiti.

LE BUGIE

Ingredienti

• 500 gr di farina
• 1 Uovo
• una noce di burro
• 3 cucchiai di zucchero
• buccia grattugiata di un limone
• un bicchiere di vino bianco secco
• un pizzico di sale
• zucchero a velo
• olio d’oliva

Versare la farina a fontana sul tavolo con un pizzico di sale e al centro mettere lo zucchero, le uova, la noce di burro  e il vino. Lavorare a lungo la pasta, aggiungendo eventualmente altra farina. Lasciar riposare la pasta coperta con un tovagliolo per circa 1 ora. Spianarla successivamente col mattarello, riducendola ad una sfoglia sottile. Con la ruota dentata ricavare delle strisce abbastanza lunghe e larghe 3 – 4 cm. Tagliare ulteriormente le strisce in pezzi lunghi una decina di centimetri e praticare più incisioni; infilare nelle incisioni gli angoli delle strisce, se si vogliono ottenere forme fantasiose invece dei soliti nastri. Le strisce si possono anche annodare. Far friggere i vari pezzi in olio bollente e abbondante fino a che non diventano dorate e croccanti. Sgocciolarle e disporle su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Cospargerle con lo zucchero a velo. Servirle tiepide o fredde.