Il trionfo del peperoncino alla sua fiera mondiale

Il Palazzo dei Papi ha ospitato la più grande esposizione di esemplari di peperoncini del mondo. Erano circa 400 i più diffusi, nel grande salone, corredati da schede tecniche sulle quali puntavano gli occhi incuriositi delle centinaia di visitatori. La fiera mondiale del peperoncino, organizzata dall’Accademia omonima e dalla Provincia di Rieti ha portato in città  un pubblico numerosissimo.  La Coldiretti ha poi dato una grossa mano convogliando  sulle belle piazze reatine tutti i produttori che nelle loro golosità utilizzano il piccantissimo peperoncino. Soprattutto dal Sud  sono arrivati numerosi  salumi, formaggi, paste, dolciumi, marmellate, liquori e persino la birra, esposti in coloratissimi stand ai quali  difficilmente si riusciva ad accostarsi per la marea di persone che man mano se ne allontanavano con grossi  pacchi. Contemporaneamente si sono svolti numerosi convegni scientifici nei quali il peperoncino era davvero il re:  dal suo intervento nella dieta mediterranea alle opportunità per l’agricoltura  e, infine,  al posto di rilievo che  il peperoncino occupa nel mondo  della salute. Ma quanti sono davvero i peperoncini nel mondo? Enzo Monaco, presidente dell’Accademia del peperoncino, ne ricorda, solo in Italia, circa 1200, mentre nel mondo sarebbero  circa 4500.  Le proprietà miracolose di questo straordinario frutto sono tuttora misconosciute: come la capsaicina che ha benefici effetti sul cuore, combatte l’ipertensione, abbatte i grassi, e, non ultimo, è un potente antitumorale. E degli effetti miracolosi di questo peperoncino già seimila anni fa doveva essere a conoscenza Montezuma che usava consumare una bevanda a base di cacao e peperoncino, sorbendola da coppe d’oro. Infatti, il connubio peperoncino-cioccolata è stato per centinaia di anni il toccasana per le popolazioni andine. Solo qualche secolo dopo, il buon Casanova, di ritorno da un viaggio nelle Calabrie, amava bere la fumante cioccolata aromatizzata con il peperoncino. Ne possiamo dimenticare che San Pio da Petralcina, quando aveva solo 10 anni, ammalato gravemente di  gastroenterite, guarì, questa volta non miracolosamente, ma per una grossa scorpacciata di peperoncini fritti, sottratti all’occhio vigile della madre che li stava preparando per gli operai che lavoravano in campagna.  L’amministrazione comunale ha potuto constatare come eventi del genere, che coniugano turismo e cultura, hanno  sempre un grande successo. L’augurio è che non rimanga un caso isolato.

 

 

 

Foto di Oretta Zanini De Vita