Formaggi in Villa & abbinamenti con la birra

 

La manifestazione è stata incentrata sui i prodotti caseari dei vari produttori artigianali italiani, che hanno sposato come bevanda in abbinamento sia il vino che la birra artigianale. Tra gli espositori presenti nel campo birraio vi segnaliamo  ZAGO con la sua HY e la ottima Edikt 1516, nonché il microbirrificio Morgana, mentre il distributore Interbrau esibiva le birre Baladin di Teo Musso e del Borgo di Leonardo di Vincenzo. La manifestazione Formaggi in Villa ha ancora una volta dimostrato come la birra artigianale di qualità sia ormai “sdoganata” dallo stereotipo che la relegava ad abbinamenti con la pizza o, ancora  peggio, con le patatine fritte. Questa meravigliosa bevanda è sempre più associata, invece, a cucine e a cibi di grandi complessità e qualità o accostata al formaggio, cosa impensabile fino ad alcuni anni fa. All’interno dell’evento il “Maestro” Kuaska nel suo laboratorio didattico ha saputo unire in matrimonio  birre di grande qualità con formaggi di grande spessore. Il risultato è stato una girandola di aromi profumi e sensazioni incredibili. Vediamo insieme in dettaglio come sono stati “costruiti” questi accostamenti. Da un lato vi erano formaggi  prodotti in Italia  dall’azienda  La Casara di Roncà Verona, mentre le birre in abbinamento erano tutte prodotte da vari microbirrifici italiani.

Si è cominciato con la birra Morgana di Andrea Farini, una Ale ad alta fermentazione prodotta a Quinto di Treviso caratterizzata dall’acqua delle sorgenti del Sile. La Morgana si presenta all’aspetto velata, di un giallo dorato con una schiuma abbondante e persistente. Al naso risaltano subito le note erbacee e “mielate” dei 5 malti utilizzati. In bocca è una birra che risulta, secca e piacevole. Abbiamo notato anche che la punta di amaro del luppolo tedesco Hallertuaer si scioglie nel “mielato” erbaceo del luppolo boemo Saaz, distribuendosi piacevolmente sul palato. Indovinato l’abbinamento con il formaggio Brontolon, prodotto con latte vaccino delle mucche pezzate rosse, la cui pasta pressata lascia in bocca un sapore dolce quasi  caramellato e di panna cotta assai piacevole.

Gli abbinamenti csono proseguiti con la Nut delle birre ZAGO di Mario Chiaradia, primo produttore sin dal 1978 a importare in Italia birre di Abbazia e Trappiste provenienti dal Belgio. La Nut prende il nome da una divinità egizia ed è una birra ad alta fermentazione che viene rifermentata in bottiglia,; è prodotta con quattro tipi di cereali diversi (orzo, frumento, mais e segale) secondo un’antica ricetta ritrovata da un frate cistercense. La Nut è una birra artigianale, non pastorizzata, doppio malto di 6,5 gradi alcoolici. Alla vista si presenta opalescente di colore giallo che richiama il miele di acacia, con una schiuma abbondante, pannosa e persistente che lascia il “segno” nel bicchiere ad ogni sorso. Al naso note di  caramello, orzo e agrumi. In bocca sentori di miele e note di  pane tostato che lasciano posto alla frutta tropicale e frutta matura a pasta gialla: sensazioni particolarmente piacevoli caratterizzate dal lievito utilizzato. II finale della Nut è quasi tannico e pulisce  in modo ottimale il cavo orale, lasciando in bocca sensazioni speziate unite a note floreali dovute al luppolo utilizzato. L’abbinamento con il formaggio Monte Veronese Mezzano, più stagionato del precedente, è sicuramente perfetto ed equilibrato.

Il terzo abbinamento è davvero “ardito”, e ha visto il Formaggio Taleggio di Capra a pasta cruda (Taleggina) accostato alla Keto Reporter della Birra del Borgo. La Keto è caratterizzata dalla presenza delle foglie di Tabacco Kentucky toscano utilizzato in infusione e per tale motivo ne è vietato l’esportazione negli USA. Alla vista si presenta come una birra scurissima, nera, impenetrabile, con una schiuma scarsa e poco persistente color cappuccino. Al naso si percepisce appena il tostato dei malti utilizzati. In bocca note di caffè torrefatto da poco e  sentori “affumicati”  di tabacco e liquirizia. In “chiusura” di bocca abbiamo ritrovato un amaro di fondo  quasi piccante. La Keto Reporter ha un “corpo” lieve, “quasi watering”, che la fa scivolare in bocca velocemente. Questo abbinamento seppure apprezzabile lo possiamo considerare quasi “azzardato”; infatti, il formaggio Taleggio di Capra a pasta cruda sembra in un primo momento prevalere in bocca rispetto alla birra ,poi però si trova un buon equilibrio di fondo.

 

Il quarto e penultimo abbinamento vede il formaggio Monte Veronese Vecchio dal sapore intenso e piccante che ricordano la frutta secca tipo mandorle e nocciola. Viene abbinato con la birra del genio Teo Musso (BALADIN) la OPEN NOIR. La Open Noir è birra dai pronunciati sentori di alcoli superiori, aromatizzata con liquirizia calabrese utilizzata in infusione. Si presenta di colore dorato carico con schiuma fine e poco persistente. In bocca  sentori marcati di toffee e caramello si uniscono a note pepate con un agrumato interessante dovuto all’“harsch” dei luppoli americani utilizzati. In chiusura di bocca la Open Noir lascia apprezzabili  note floreali e liquerizia. Una birra “quasi normale”, visto il nome che si porta dietro, che riesce ad esaltare le note aromatiche del formaggio vincitore ai punti in questa disfida estremamente equilibrata.

 

La chiusura è con una birra di Zago PREMIER GRAN CRU, 10% gradi alcolici, della linea HY birre Cuvèe di puro malto d’orzo, prodotte con metodologia Champenoise a tripla rifermentazione. Birre artigianali e non pastorizzate, vengono realizzate seguendo un’antica ricetta cadenzata sulle fasi lunari. Il formaggio scelto è il migliore tra quelli proposti , il Gialloblu, realizzato con 70% di latte vaccino e 30% latte di capra, arricchito con muffe del Gorgonzola (blu) e Zafferano (giallo), un formaggio erborinato assai particolare e molto gustoso. La birra Premier si presenta con un color ambra, quasi rame antico, con una schiuma densa cremosa e assai persistente. Al naso spiccano gli alcoli superiori e il fruttato di banana arricchito da sentori alla  vaniglia. In bocca “esplode” morbida e calda una piacevole sensazione di frutta tropicale dai toni eleganti, quasi vellutati che accarezzano piacevolmente il nostro palato. Alla fine Mario (birre ZAGO) ci ha regalato una riserve di una Premier 2001, che ben esalta il suo motto , ovvero “Living Beer Passion”. Un’ottima birra per un finale pirotecnico di una splendida serata.