Festival dei Sensi: il paesaggio protagonista della terza edizione

La manifestazione, organizzata dall’associazione Iter Itria in collaborazione con l’Università di Bari e con il sostegno del GAL Valle d’Itria, torna ad ammaliare grandi e piccini nell’ultimo scorcio d’estate proponendo un format apprezzato da quasi 10.000 affezionati: conferenze sul tema dei cinque sensi nelle più belle masserie e dimore storiche della valle dei trulli, visite guidate nei borghi antichi, passeggiate naturalistiche alla scoperta del territorio, mostre e proiezioni cinematografiche. Il paesaggio sarà osservato da “occhi” diversi con le suggestioni proposte dagli ospiti che si alterneranno nel ciclo di lezioni e racconti in luoghi davvero speciali. A cominciare da Joseph Rykwert, ritenuto il maggiore storico dell’architettura al mondo, che guiderà un’affascinante lezione sulla seduzione dei luoghi. Franco Cassano, docente di Sociologia dei processi culturali all’Università di Bari interrogherà in “paesologia” il poeta Franco Arminio, i cui versi sono spesso citati da Roberto Saviano.
Il territorio di questo affascinante angolo di Puglia sarà al centro di tre interventi. Hidenobu Jinnai, profondo conoscitore della cultura italiana e tra i massimi esperti dell’architettura propria della Valle d’Itria, illustrerà le specificità del luogo e metterà in mostra immagini inedite del suo archivio in un’esposizione curata dagli architetti Lucia Zambrini e Yuta Inamasu. Il maestro trullaro Martino Lodeserto, ultimo esponente sopravvissuto di una generazione che usava costruire trulli senza l’ausilio di materiali che non fossero le semplici pietre, spiegherà nell’ambito di un vero e proprio laboratorio come costruire una “casedda”, mentre Pietro Laureano, architetto, urbanista di fama internazionale e consulente Unesco per le zone aride, la gestione dell’acqua, la civiltà islamica e gli ecosistemi in pericolo, introdurrà il tema delle “case vernacolari” mostrandone sorprendenti esempi.
Il programma presenta inoltre un sofisticato e divertente appuntamento di moda: quello sulla raffigurazione dei cibi negli abiti e nei gioielli di cui parlerà Maria Giuseppina Muzzarelli, docente di Storia Medioevale all’Università di Bologna dove insegna anche Storia del costume e della moda, mentre Annunziata Berrino, docente di Storia contemporanea all’Università di Napoli, condurrà il pubblico in un brillante excursus sulla storia della villeggiatura di cui scrive su varie riviste.
Colonna sonora dell’edizione 2011 saranno le note di Johan Sebastian Bach evocate da Rahmin Baharami. Considerato uno dei migliori interpreti contemporanei della musica del compositore tedesco, il pianista iraniano conversando con Giuseppe Giacovazzo racconterà la sua infanzia a Teheran, l’incontro con la guerra, l’arrivo in Europa, lo studio, lo straordinario successo e la benefica influenza che la musica può avere sulla vita di ognuno di noi.
Simbolo dell’edizione 2011 è un animale molto speciale: l’asino di Martina Franca, razza allevata nella zona della “Murgia dei trulli” recentemente salvata dall’estinzione. L’asino sarà protagonista dell’inaugurazione a Cisternino (venerdì 26 agosto alle ore 19) con la sfilata di molti tra i più begli esemplari esistenti, organizzata in collaborazione con A.N.A.M.F. e con l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. Su questo tema verrà esposto sul “ponte” di Cisternino il nuovo straordinario stendardo dell’artista romano Alberto Vannetti. Il programma prevede tra l’altro un imperdibile excursus storico-filosofico su questo straordinario e poco conosciuto amico dell’uomo nell’elegante masseria S. Paolo di Martina Franca, eccezionalmente aperta al pubblico del Festival, in compagnia del biofisico Ruggero Pierantoni e del geografo Franco Farinelli, i quali racconteranno miti, curiosità e stravaganze storiche in modo assai intrigante. Nell’occasione sarà tra l’altro possibile assaggiare il mitico latte d’asina.
L’asino di Martina Franca accompagnerà il pubblico anche in un paio di escursioni naturalistiche nei boschi della stessa masseria S.Paolo e in altra occasione sarà compagno di giochi dei bimbi nella simpatica iniziativa “Ho visto un asinello…”.  Ai più piccoli, infatti, il festival propone laboratori didattici che uniscono il gioco a momenti di apprendimento e sensibilizzazione su tematiche ambientali e scientifiche. Nella programmazione per l’infanzia del festival figura quest’anno tra l’altro un curioso laboratorio che verterà su un’antica tradizione della gastronomia pugliese: i fichi secchi. Il conservatorio botanico Pomona, sede di una straordinaria collezione di fichi – oltre 300 varietà –  ospiterà i piccoli che si cimenteranno con la raccolta e la preparazione di questi frutti golosi, aromatizzati con mandorle e semi di finocchio.