Una serata con Federico Curtaz: la Sicilia nel vino

Federico Curtaz, valdostano di Brusson in Val d’Ayas e piemontese d’adozione, ha  quarantanove anni. E’ enologo e agronomo, sposato con Nadia, ha due bambini e un amore per la terra, che ha origini lontane, risalenti a quando era bambino. Nel 2007, insieme all’imprenditore Roberto Silva e Silvia Maestrelli (produttrice di vino toscano), acquistano un vecchio palmento del XVIII secolo in pietra lavica, che si affaccia su un vigneto del secolo scorso. Circa 6 ettari di Nerello Mascalese, Tenuta di Fessina, per lui nato montanaro, uomo semplice, mite,  un investimento, quasi una scommessa in una terra, quella di Sicilia lontana chilometri dalla suo essere e sentire. Eppure scatta fin dall’inizio un amore viscerale, totalizzante, perché trova in loco quei profumi e quella dimensione che solo quest’isola felice e generosa riesce a dare. Le sue viti di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio sono l’eredità dei vecchi contadini, che con amore e sacrificio le hanno allevate e curate per anni. Curtaz non le ha espiantate per aumentare la produzione e razionalizzare il sesto di impianto, anzi, seguita a curare queste viti  ultrasettantenni, con spirito di sacrifico e abnegazione, visto che la resa per ettaro è bassissima: il suo vino è veramente l’espressione più autentica della terra di Sicilia. Nasce in questo modo e da queste vigne Musmeci, il cru di Nerello Mascalese, un vino eccellente e pluripremiato. Accanto a questo “gioiello” enologico Curtaz produce anche un vino bianco, il SE, nel comune di Catalafimi, per l’esattezza a Segesta. E’ uno chardonnay estremamente potente  e al contempo elegante. Curtaz, peraltro, cura come enologo numerose aziende vinicole come Villa Petriolo in Toscana, nella zona del Chianti, che lui segue con estrema attenzione, anche se la sua vera anima sembra essere  in Sicilia.

Degustazione

Musmeci
100% Nerello Mascalese (D.O.C. Etna Rosso), superficie vitata 6 ettari presso la contrada Rovitello, Etna. Anno di impianto delle vigne 1920.
Annata degustata 2007.

Colore: rosso rubino intenso

Al naso: note di spezie dolci, frutti maturi che ricordano la ciliegia.

Al gusto: caldo, affascinante, con una freschezza importante, i tannini vellutati ma ancora presenti al palato aggiungono piacevolezza e rendono questo vino estremamente intenso e intrigante, sapido, lungo in bocca, avvolgente e persistente.

Un vino che seduce, anche se per avere il massimo dal Nerello Mascalese c’è bisogno di pazientare: il meglio di sé lo dà dopo lunghi anni di affinamento, benché già l’annata in degustazione risulta dare grande piacevolezza al “palato”. Solo 8000 bottiglie prodotte, una resa per ettaro sotto i 70 quintali, affinamento quindici mesi, parte in acciaio, parte in botte (grande tonneaux da 36 ettolitri).

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