Pagine da degustare

(De Agostini, € 49), già noto pubblicitario, qui fotografo estroso dotato di rara inventiva, come dimostra la galleria di immagini di delizie prêt-à-porter e à-manger, commentate della celebre chef neozelandese Peta Mathias. Eccentriche creazioni stilistiche, che riproducono capi di vestiario, accessori, monili e scarpe realizzate coi cibi più disparati, montati su fibbie, chiusure, tacchi, manici e catenelle. Strane accoppiate, che sortiscono effetti di una bellezza sorprendente, come dimostrano le borsette di mirtilli o di lamponi, di broccoli e di parmigiano, ma anche le collane, in cui si alternano fettine di camembert e roquefort, pezzi di salame, prosciutto e pancetta. Sbalorditivi gli orecchini di cioccolato bianco e nero da indossare (e rigorosamente mangiare) a seconda se si va a pranzo o a cena, come i bracciali di radicchio e salvia o quelli di caramelle gommose alla frutta, più adatti a un abbigliamento etnico, perfetti se abbinati a delle ballerine-melanzana. Anelli con gemme di caviale, sandali lavorati con le tagliatelle al sugo o con gli anacardi (dipende con cosa bisogna fare pendant), sono solo alcuni tra i tanti ingredienti di un volume che si presenta come un ghiotto catalogo. In passerella sfilano anche cappelli di varie forme a base di porri, carciofi e fagioli, cinture intrecciate con le fettuccine, orologi con quadranti al kiwi, cinturini di asparagi e slip realizzati con foglie di lattuga. Alle appetitose immagini fanno da contrappunto i pensieri e gli aforismi di una cuoca straordinaria, che con l’autore ha realizzato il libro. Unico limite di questa curiosa sequenza di oggetti del desiderio, adatti ai cultori della tavola e dell’alta moda, è che durano il breve spazio di un pasto: effimere opere d’arte che saziano, dando anche all’occhio la sua parte.