Tutto sulla nuova guida Slow Food

Un’anteprima speciale che farà scoprire il meglio della produzione enologica italiana e il nuovo approccio metodologico e valutativo della guida. Slow Wine infatti ha abbandonato il metodo di giudizio a punteggi, troppo limitante per poter raccontare le aziende presenti in guida. Tre sezioni descrivono le cantine nel loro insieme: Vita, le storie degli uomini e delle donne che sono stati i protagonisti di queste realtà; Vigne, i vigneti visitati e descritti nelle loro caratteristiche e modalità di conduzione; Vini, raccontati in modo semplice e correlati da una buona serie di dati. Per offrire una chiave di lettura su ogni singola azienda recensita, perché la valutazione che più ci piace è quella che prende in considerazione la cantina nella sua interezza, sono stati adottati tre simboli per altrettante possibili chiavi di lettura. La Chiocciola (emblema di Slow Food), come simbolo assegnato a una cantina che ci piace in modo speciale per come interpreta valori (organolettici, territoriali, ambientali e identitari) in sintonia con Slow Food; la Bottiglia, simbolo assegnato a quell’azienda che ha espresso un’ottima qualità media per tutte le bottiglie presentate alle nostre degustazioni; infine la Moneta, simbolo assegnato a quell’azienda che ha espresso un buon rapporto tra la qualità e il prezzo per tutte le bottiglie presentate alle nostre degustazioni. Le stesse tre categorie sono poi state applicate anche ai vini. Vini Slow: bottiglie che, oltre a una qualità organolettica eccellente, riescono a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente. Grandi Vini: le migliori bottiglie sotto il profilo organolettico. Vini Quotidiani: bottiglie che costano fino a 10 euro in enoteca, dall’eccellente rapporto tra la qualità e il prezzo. «Se i collaboratori della guida Slow Wine sono venuti a visitare una piccola azienda come la nostra nella più sconosciuta delle docg italiane, come la Asolo Prosecco, vuol dire che qualcosa sta cambiando nel mondo della critica enologica» queste le parole pubblicate sul proprio sito internet dal vignaiolo Luca Ferraro proprietario della cantina Bele Casel. La nuova guida dei vini di Slow Food non si ferma al giudizio delle bottiglie ma presta attenzione anche alle cantine. Per rendere possibile questo sono state visitate tutte le cantine recensite: 2.100 cantine visitate e 1.850 raccontate, 21.000 vini degustati, operando una selezione molto rigorosa sono stati recensiti esclusivamente i migliori 8.400. Tutto questo grazie a una squadra di 200 collaboratori, che hanno percorso tutta Italia. Inoltre 56 carte geografiche condurranno il lettore alla scoperta del vigneto Italia. Per la prima volta Slow Wine 2011 racconta la storia, le vigne e i vini di tantissime aziende in Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna mai prese in considerazione. Slow Wine, la nuova guida ai vini d’Italia di Slow Food Editore verrà presentata, davanti ai produttori provenienti da tutta Italia, mercoledì 20 ottobre dalle ore 10.00 presso il PalaOlimpico (Isozaki) di Torino (corso Sebastopoli 123). Illustrano le peculiarità e le novità della guida i curatori Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, Marco Bolasco, direttore editoriale Slow Food Editore, Carlo Petrini, presidente di Slow Food, e altri ospiti a sorpresa. A moderare il dibattito sarà Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia. La degustazione dei vini delle 160 aziende insignite della Chiocciola si terrà nella Reggia di Venaria presso la Galleria di Diana, ingresso da via Carlo Emanuele II dalle 15 alle 20 (costo del biglietto comprensivo di una copia della guida: 65 euro, 40 euro per i soci Slow Food).