Torte Glam: Letizia Grella, cake designer di stile

Questo è quello che ho concluso io dopo aver conosciuto Letizia Grella, cake designer di grande talento.  La incontro a Roma, all’interno di Culinaria, manifestazione che, per prima, ospita una dimostrazione di cake design: l’arte di decorare torte con la pasta da zucchero. Letizia è una donna solare, con un sorriso avvolgente. Il suo tocco lo noto già dalla sua femminile borsa in vernice rosa confetto e subito la adoro. Letizia padroneggia con naturalezza la raffinata arte del crear torte, passione apparentemente semplice, che si regge in realtà su deliziosi quanto difficili equilibri. Queste sculture, sappiatelo, sono esigenti. Saranno pur belle disposte su quei piani, ma certo non si reggono da sole, quelle candide strutture. La realizzazione di una wedding cake richiede concentrazione, abilità tecnica e quell’ingrediente invisibile, ineffabile e magico che solo gli artisti possiedono: il dono della creatività. Letizia aggiunge alla capacità di modellare la pasta di zucchero, anche il suo personale tocco di stile, ecco perchè ama definire la sua azienda, una pasticceria Glam.

La passione per  questa professione tutta americana, nasce durante i numerosi viaggi a New York, dove ha vissuto e lavorato, tanto che, la prima cosa che mi dice questa elegante signora dalla voce calda e voluttuosa, è che un pasticcere di Brooklyn le ha confessato che la qualità delle sue torte supera quelle made in USA. Motivo d’orgoglio per una donna che gestisce la sua attività a Roma, cercando di coniugare un’arte da noi pionieristica come il cake design, con la tradizione della pasticceria italiana. Letizia ci è riuscita creando torte “troppo belle per essere tagliate e troppo buone per non essere mangiate”, questo il suo motto. Durante la dimostrazione ci insegna i segreti tecnici per la riuscita di una wedding cake: impariamo così,  ad utilizzare lo smoother, un attrezzo che serve ad ottenere quell’aspetto levigato e perfetto delle torte. La nostra designer ci insegna anche a dosare le decorazioni e a modellare la pasta di zucchero che, sotto le sue mani esperte,  diventa materia plasmabile dalle fantasiose e infinite possibilità. Ma Letizia ci insegna con il suo esempio anche un “trucco” ben più importante: la capacità di mettersi in gioco ed essere audaci, conduce a grandi risultati. A lei, difatti, ha consentito di organizzare dei corsi per trasmettere la sua passione a chi desidera imparare e di riuscire anche a pubblicare un libro, La torta che vorrei, con oltre 400 foto e consigli utili per chi vuole sperimentare le proprie doti pasticcere. La concentrazione è tutto, ammette Letizia. “Io mi isolo e mi rendo conto di dove sono solo quando tagliano la torta”. La missione di una torta che si rispetti, è l’interpretazione di un momento. Lo scopo è quello di suggerire un’idea, non quello di copiare semplicemente un oggetto. Letizia cattura l’intensità e l’essenza di quello che il dolce deve rappresentare. Il segreto è anche nella realizzazione delle paste di zucchero che vengono opportunamente colorate e usate poi per creare le decorazioni, cercando di non eccedere mai e di conservare l’armonia di un una torta il cui tratto distintivo è la semplicità. Lo stile di Letizia si fonda sull’uso di colori tenui, che facciano sognare, evocando un mondo attraverso una torta a soggetto.

Ma essere eleganti non vuol dire abbandonare le effervescenze del genio creativo. Così, Letizia ha portato un’innovazione nel cake design, inventando un esterno delle torte molto sostenuto, conservando l’interno italiano. Il meglio di due tradizioni pasticcere prende nuova vita, attraverso creazioni dal gusto unico e dall’aspetto affascinante pensato su misura per i clienti del suo laboratorio romano: Una fetta di Torta. “Plasmo con le mie mani ogni decorazione per renderla irripetibile”, spiega Letizia. Troppo restrittivo sarebbe per una creativa limitarsi a utilizzare le formine che si trovano sul mercato; ed ecco che per realizzare una wedding cake ispirata al tema del mare, forgia con le sue mani coralli, anemoni, una corda con un nodo marinaro e delle graziose bollicine d’acqua. “L’ispirazione la trovo ovunque” ribadisce Letizia, “è un lavoro di aggiornamento e ricerca questo, attraverso cui io stessa riscopro un mondo di ricordi; ad esempio, andando a ricercare idee tra i giochi di quando i miei figli erano piccoli”. Basta saper guardare attorno a noi e ogni cosa può diventare energia creativa che – c’è da dirlo – quando ha il colore rosa del pianeta femminile, ha davvero quel tocco in più che si può solo ammirare.

 

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