Sulla strada delle mele

Un grande anello da percorrere in macchina, in bicicletta o a cavallo che si snoda per circa 63 chilometri lungo le strade che congiungono Pinerolo a Cavour, un paesaggio vario di pianura e collina con il Monviso come sfondo. Partiamo da Pinerolo, cittadina dall’atmosfera francese, con i suoi 3 chilometri di portici bassi, i palazzi di origine medioevale, le grandi piazze, il “Donjon”, dove Luigi XIV mandava i suoi nemici (tra i quali il misterioso personaggio noto come “Maschera di Ferro”), le numerose chiese, quella di San Maurizio, datata 1078, simbolo della città, e il Museo storico dell’Arma di Cavalleria nell’antica caserma Principe Amedeo, che fu sede della Scuola di Cavalleria dal 1849 al 1943.  E Pinerolo è anche la città del Galup, il panettone piemontese dalla forma bassa e dalla croccante glassa di copertura alle nocciole, nato nel 1922. Uscendo da Pinerolo verso sud-est, attraversando la campagna descritta da Edmondo De Amicis, si incontrano alcune cascine che si occupano dell’allevamento dei famosi bovini di razza piemontese, e si raggiunge Macello, un tempo famosa per la coltivazione della canapa; tante le curiosità che si trovano nel castello dalle sei meridiane, costruito dagli Acaja agli inizi del 1300: dalla collezione di Gioco e giocattolo povero ospitata nelle cantine alla fondazione nel 1690 del Reggimento “Dragoni Gialli” di Piemonte, antesignano dell’attuale Nizza Cavalleria di Pinerolo. Raggiunta, quindi, Garzigliana per visitare il Santuario di Montebruno, in stile gotico e la Chiesa parocchiale disegnata dallo Juvarra, si prosegue per Cavour, all’inizio della valle del Po. Subito colpisce la Rocca, una montagna in miniatura che sorge dal nulla: 162 metri di altezza, 72 ettari coperti in gran parte da bosco ceduo e in parte da castagni, inserita dal 1980 all’interno del Parco del Po’ Cuneese proprio per le sue caratteristiche naturalistiche. Ma c’è di più, su una parete rocciosa a circa 70 metri dalla cima sono state scoperte delle pitture rupestri che sembrano essere le più antiche risalenti alla preistoria delle Alpi e le uniche policrome. Da visitare l’Abbazia medioevale di S. Maria costruita nel 1037 sulle macerie di un preesistente edificio religioso, di cui rimane ancora la cripta con l’altare più vecchio del Piemonte. Nei locali del tinaggio si trova il Museo Caburrum che ospita numerosi reperti archeologici in gran parte provenienti da corredi tombali dall’età romana all’alto medioevo rinvenuti nel territorio. Uscendo da Cavour, si approda a Campiglione Fenile con la magnifica Villa Luserna in stile neoclassico, antica dimora dei Conti di Luserna e Bibiana all’imbocco della Val Pellice, al confine con il cuneese dove il territorio diventa collinare. Il paese ha origini romane, ma sono del Settecento le numerose cascine ed i palazzi dai tetti in pietra di Luserna che si affacciano sulla piazza San Marcellino: Villa Bianchetti, sede del Municipio,  il Palazzo Ollivero-Scaglia, risalente al 1725 con all’interno un bel pozzo del 1783, la loggia del mercato, dove si svolgeva il mercato delle “cavagne” e quello del bestiame. A Bibiana ha sede la Scuola Malva Arnaldi che si occupa di salvaguardare e valorizzare le agrobiodiversità piemontesi. Proseguendo per la Val Pellice, ci si imbatte in Lusernetta, un piccolo paese ricco di bellezze storico-artistiche come la Chiesa di San Bernardino, che conserva un ciclo di importanti affreschi di autore ignoto. Si raggiunge, quindi, Luserna San Giovanni, il comune più popoloso della Val Pellice, fin dal XIII secolo sede di comunità valdesi. Importanti sono le cave di pietra da taglio, nota come pietra di Luserna. All’imbocco della val Pellice attende il viandante Bricherasio, un tempo importante luogo di passaggio commerciale, oggi una gradevole cittadina, sede della Cantina Sociale di Bricherasio costituita da soci produttori di uva della zona D.O.C. del Pinerolese. Proseguendo ai piedi della collina, si giunge a San Secondo di Pinerolo con il castello di Miradolo, una villa di stile neogotico, circondata da un parco di 6 ettari, inserito nell’elenco dei giardini storici della regione Piemonte. Meritano ancora una visita Osasco, dominato dal castello dei Conti di Cacherano e Prarostino, sede del Museo della Viticoltura pedemontana piemontese. Andiamo a cercare una bottiglia di Concaverde, vino rosso prodotto per la prima volta nel 2004 del Comune di Prarostino allo scopo di valorizzare il prodotto locale. Un nettare che nasce dall’accurata cernita delle migliori uve barbera, dolcetto, bonarda, doux d’Henry e freisa, coltivate nel Comune di Prarostino. Il suo colore rubino intenso, il suo profumo di piccoli frutti rossi ed il suo gusto pieno ed armonico lo rendono ideale per i migliori piatti della cucina del territorio.

Tuttomele Cavour XXXI edizione: una retrospettiva

Si è conclusa da poco l’avventura di Tuttomele, una manifestazione che nasce nel 1980 grazie all’intuizione di cinque amici che hanno saputo anche aggregare e coinvolgere diverse persone impegnate nelle varie Associazioni di Cavour e l’Amministrazione comunale. L’edizione del 2010, la trentunesima, è stata inaugurata sabato 6 novembre ed terminata domenica 14 novembre. Anche quest’anno non sono mancate le rassegne La scienza per la mela con un percorso di potatura; l’Expomela, una mostra della produzione dei 10 Comuni che fanno parte del comprensorio frutticolo del cavourese e pinerolese; il Salone di Slowfood a cura della Condotta del Pinerolese con laboratori inerenti l’utilizzo della mela nelle preparazioni gastronomiche, attività didattica formativa per i bambini della scuola primaria,  degustazione dei migliori sidri, distillati e succhi di frutta; la Settimana gastronomica della Mela che ha coinvolto una decina di ristoranti ed agriturismi; Melarte con le composizioni di mele e fiori; Applerun, IV edizione di corsa su strada di 10.500 metri. Non sono mancate le ormai leggendarie frittelle di mele preparate dalla ProCavour in collaborazione con le Donne Rurali e con gli allievi dell’Istituto Professionale Alberghiero di Pinerolo e gli stand di vendita mele gestiti dai produttori Pinfruit, Consorzio per la tutela e valorizzazione della frutta del Pinerolese,  a cui aderiscono ben 250 aziende frutticole. Per l’edizione 2010, l’1% della vendita della frutta nella settimana Tuttomele è andata al progetto per il sostegno dell’agricoltura familiare dei villaggi Dogon del Mali gestito dall’organizzazione Re.Te. La manifestazione ha effettuato anche un annullo filatelico per celebrare l’Anno Internazionale della Biodiversità. La manifestazione è stata organizzata dalla Procavour con il Comune di Cavour, in collaborazione con i Comuni aderenti al C.I.F.O.P. (Centro Incremento Frutticoltura Ovest Piemonte), la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, il Consorzio  “Pinfruit”, i produttori del “Paniere” della Provincia, Intesa San Paolo, la Condotta Pinerolese di Slow Food, la Scuola Sperimentale Malva-Arnaldi di Bibiana, l’Istituto Professionale Agrario di Osasco e l’Istituto Alberghiero “Prever” di Pinerolo.

Foto di CReSo 
Consorzio di Ricerca e Sperimentazione per l’Ortofrutticoltura Piemontese

 

FRITTELLE DI MELE (foto e ricetta di Lucilla Cremoni)

 

 

 

 

Ingredienti

2 mele varietà Grigia di Torriana
200 g di farina
2 uova
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di burro fuso
8 cucchiai di Marsala
1 pizzico di sale
succo di limone
1 bustina di vanillina o un po’ di scorza di limone grattugiata o di cannella in polvere (a seconda dei gusti)
bicarbonato
1 cucchiaino di lievito per dolci
3 cucchiai di latte
abbondante olio per friggere

Preparare la pastella con le uova battute, la farina, il burro, la scorzetta grattugiata, il latte, il sale, il lievito e il bicarbonato. Se risultasse troppo densa, aggiungere un altro pochino di latte. 
Sbucciare le mele e privarle del torsolo con l’apposito attrezzo, quindi tagliarle a fette per il senso della larghezza e metterle in una ciotola con un po’ di succo di limone per non farle scurire. Intingere le fette di mela nella pastella, in modo che se ne ricoprano completamente e tuffarle subito nell’olio portato a temperatura (deve essre bollente) in un’ampia padella. Una volta dorate da ambo i lati, appoggiarle su della carta da cucina per far assorbire il grasso in eccesso e spolverizzare abbondantemente con lo zucchero.