Schermo piatto

Il libro si divide in un primo e in un secondo tempo proprio come un film. Nella prima parte il testo offre una serie di suggestioni attinte dall’esperienza personale dell’autore, itinerari cine-gastronomici declinati nei loro vari aspetti. C’è la paura della fame e il desiderio di mangiare, come in Vita da Cani e La febbre dell’oro di Chaplin, ci sono i processi identitari legati al cibo e le dimensioni quasi sacrali, eucaristiche, come quelle dell’Albero degli Zoccoli di Olmi. Non poteva mancare poi ovviamente la convivialità, che rivela i caratteri di una comunità, come accade in Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese, e neanche il grottesco iperbolico dello stare a tavola de La grande abbuffata. Il percorso di Attorre continua attraverso l’elogio del savoir faire, di cui è espressione il film d’animazione Ratatouille, e la passione di Alfred Hitchcock per la gastronomia che fa dire al regista: «Un film non è una fetta di vita, ma una fetta di torta». Gli stimoli di questo primo tempo sono molteplici, tanto da essere un invito per il lettore ad arricchire i percorsi cine-gastronomici, costruendo altri parallelismi, citazioni, ma anche a utilizzarli come guida o punto di partenza per appunti personali.
Nel secondo tempo si cambia registro: dal saggio si passa al racconto, dal lungo al cortometraggio. In questa parte undici autori si cimentano in racconti che portano il cinema in cucina o il piatto sullo schermo, lasciando loro la massima libertà d’ispirazione. Ne scaturisce così una deriva un po’ horror: dalla dieta monotona e in scatola dell’ultimo uomo della terra ai “mostri” che si nutrono di carne e menti umane. Si sente parlare di Alien, Dracula, Io sono leggenda, Zombi, tutti film che normalmente tenderemmo a non includere in una lista di opere cinematografiche dedicate all’argomento gastronomico. Non mancano, peraltro, racconti riconducibili a film più tradizionali riguardanti l’argomento trattato, quali Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante o Soul Kitchen. Il risultato è così un percorso che presenta notevoli diversità di registri e sviluppi.
I testi raccolti sono di Valerio Aiolli, Vittorio Barbieri, Marco Bosonetto, Enzo Fileno Carabba, Giacomo Conti, John Irving, Luca Morino, Massimo Raffaeli, Enrico Remmert e Luca Ragagnin, Giovanni Ruffa e Francesco Trento.

Antonio Attorre

Schermo piatto

Slow Food Editore
(Collana asSaggi)

Pagg. 142 – € 14,50