Salone Internazionale del Gusto 2010

Il modo migliore per descrivere gli spazi e le novità dell’edizione 2010 del Salone del Gusto è quello di provare a tracciare un itinerario ideale che il visitatore può compiere. Si entra al Lingotto Fiere da via Nizza 280, dove si arriva con i mezzi pubblici, e dal piazzale alle spalle del centro fieristico, raggiungibile dalla stazione ferroviaria Lingotto, attraversando la Passerella Olimpica; questo lato è anche più comodo per i parcheggi auto. Quindi, due entrate e due linee di biglietteria, in modo da evitare il più possibile il formarsi di code e abbreviare la lunghezza del tragitto a piedi. Nel percorso verso le casse si incontrano i punti tesseramento Slow Food che consentono al visitatore di diventare socio della chiocciola e usufruire così degli sconti sul prezzo del biglietto d’ingresso e delle tante esclusive opportunità riservate. I soci Slow Food infatti quest’anno sono trattati come veri ospiti di riguardo (vedi pag. 6 del programma, dove sono indicate anche tutte le altre agevolazioni).   Fatto il biglietto comincia il tour!
Si entra dal padiglione 5 dove il visitatore è accolto dagli organizzatori – Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food – e dai partner che sostengono l’evento – Lurisia, Consorzio per la Tutela dell’Asti docg, Lavazza, Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Intesa Sanpaolo e Pasta Garofalo. Allo stand Slow Food si possono trovare i gadget da collezione, nonché tutte le novità e i classici della casa editrice da acquistare o consultare comodamente nell’area lounge annessa, come in una vera libreria. Ai soci inoltre sono riservate accoglienti salette.
Dato che il Salone del Gusto si propone di favorire un approccio curioso e interessato, nello spazio Slow Food Educa è… quiz, giochi, esempi e degustazioni, modulati secondo le diverse età, offrono una chiave di lettura del tema Cibo +/= territori e qualche consiglio su come orientarsi tra gli espositori del Salone. I ragazzi in procinto di scegliere il loro percorso accademico possono fermarsi allo stand dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, informarsi sui corsi di laurea e di specializzazione post laurea e incontrare gli studenti che hanno già vissuto questa esperienza universitaria.  Attraversando l’uscita centrale del padiglione 5 verso il corpo del polo fieristico, si entra nel cuore della sezione espositiva, il grande mercato del Salone del Gusto. Nei padiglioni 1, 2 e 3 il rapporto tra cibo e territori si esprime in modo immediato e tangibile: la suddivisione degli espositori non segue più le vie tematiche (dolci, formaggi, cereali, ecc…), ma l’origine.
Un’installazione a torretta, facilmente individuabile con un colpo d’occhio, indica l’area geografica di appartenenza dei produttori che presentano le loro specialità. Dai formaggi ai dolci, dalle conserve ai salumi passando per distillati, pasta e pesce: nel mercato è presente il meglio della produzione locale, grazie alla collaborazione con i coordinamenti territoriali di Slow Food. Rappresentanti dell’associazione e soci in tutto il mondo quotidianamente lavorano per trovare, mettere in rete e promuovere i produttori dell’agroalimentare di qualità ed è grazie a loro, che li hanno selezionati uno a uno, che al Salone 2010 sono presenti i migliori.
I Presìdi italiani e internazionali, nelle precedenti edizioni raggruppati in un’area unica, seguono la propria identità gastronomica tra le bancarelle dei territori di appartenenza: oltre 200 stand, riconoscibili dal colore arancione e dalla grafica dedicata, espongono il risultato, tutto da assaggiare, di un modello di agricoltura basato sulla qualità, sul recupero dei saperi tradizionali, sulla sostenibilità. Acquistare buono, pulito e giusto è possibile anche nella vita di tutti i giorni, grazie ai Mercati della Terra: una rete di mercati contadini organizzata da Slow Food e dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, luoghi d’incontro tra agricoltori, artigiani e co-produttori. Nelle aree regionali del Salone sono presenti e si fanno conoscere, per promuovere un nuovo, più diretto rapporto tra produzione e consumo.
E adesso scendiamo nel dettaglio di quello che si può trovare aggirandosi tra bancarelle e stand. Il padiglione 1 ospita espositori e aree degustazione provenienti da fuori Italia: Gran Bretagna, Francia, Croazia, Polonia, Russia, Islanda, Spagna e Corea del Sud sono alcune delle nazioni rappresentate. Mieli Thun allestisce uno spazio ludico di degustazione dei mieli dalle comunità del cibo di Terra Madre. Ruolo centrale per le birre che si possono assaggiare nella versione statunitense, grazie alla Brewers Association, e in quella inglese, godendo dell’atmosfera di un vero e proprio pub in stile anglosassone allestito per l’occasione.                            
Il vino è geografia, nel senso più ampio del termine. Conoscerlo, parlarne e assaggiarlo vuol dire entrare in contatto con un mondo fatto di luoghi, paesaggi e persone, di territori appunto. L’Enoteca, sempre nel padiglione 1, è lo spazio in cui si possono assaggiare oltre 2000 etichette italiane ed estere. La sala Slow Wine-Banca del Vino è una novità del 2010: un’enoteca nell’enoteca dedicata alla degustazione di bicchieri pregiati, dove appassionati e intenditori hanno la possibilità di scegliere tra oltre 300 importanti etichette di vecchie annate della Banca del Vino oppure assaggiare i vini Slow, riconoscimento attribuito dalla nuova guida Slow Wine di Slow Food Editore. Ogni giorno inoltre questa sala ospita eventi esclusivi con vignerons internazionali e le provocazioni gastronomiche di Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli (To).
Il tour continua nei padiglioni 2 e 3, dove sono presenti i produttori italiani. Dalle Alpi alle isole, sono rappresentate tutte le regioni in una sorta di Italia gastronomica in miniatura. Il Salone 2010 si rinnova anche nell’organizzazione delle aree degustazione, non più identificate semplicemente con Cucine e Isole del Gusto, ma gestite direttamente da ogni regione. Ampia scelta per il visitatore che può sbizzarrirsi tra le decine di variazioni sul tema ristorazione interpretato localmente.
Una sosta inconsueta, new entry del Salone 2010, è quella al Cocktail Bar, all’ingresso del padiglione 2, gestito da uno staff di barman professionisti come Dom Costa (del Liquid di Alassio) e Tommaso Cecca (del Trussardi Café di Milano), in collaborazione con Velier. Un ambiente esclusivo dove i migliori bartender del mondo – tra cui Salvatore Calabrese, Agostino Perrone, Chris McMillian – si esibiscono in acrobazie alcoliche e tengono corsi di formazione sulla storia e le tendenze del bere miscelato più in voga.
Uscendo dal padiglione 3 in direzione Oval si attraversa la tensostruttura che ospita una delle proposte più gettonate del Salone 2008: le Cucine di strada. Qui si trovano i “baracchini” di molti cibi di strada italiani e stranieri, dalla focaccia di Recco alla piadina romagnola, sino al take away da Cina e Kurdistan iracheno. La nostra idea di fast food, presente in tutto il mondo, ma diversa in ogni luogo: la risposta gastronomica vincente all’omologazione globale del gusto.
Il padiglione Oval, oltre a essere la sede dei seminari e degli incontri di Terra Madre, quest’anno è anche la sede degli approfondimenti. Si tengono qui i Laboratori del Gusto, le famose degustazioni guidate di Slow Food (vedi programma a partire da pagina 27), tutti con traduzione simultanea italiano/inglese. Anche il Teatro del Gusto, il modo più diretto per capire e assaggiare i piatti simbolo di chef italiani e internazionali che cucinano svelando i segreti delle loro ricette perfette, trova spazio all’Oval; mentre un’atmosfera più intima e accogliente è riservata agli Incontri con l’Autore e ai Laboratori della Memoria, dove degustare grandi vini e prodotti esclusivi, incontrando da vicino grandi personaggi raccogliendone la testimonianza.
Sul sito www.salonedelgusto.it tutti gli aggiornamenti da qui al 21 ottobre.