La Bandiera: il gusto all’ombra della Majella

 

Già rivendita di sali e tabacchi, alla fine degli anni Settanta, grazie alla volontà di Anna D’Andrea, tornata da Roma al suo paese natale, si trasforma in trattoria: passione, esperienza e talento non le mancano di certo, presupposti della storia di un locale che ben presto diventerà meta imprescindibile di buongustai. ”Abbiamo abitato a Roma per tanti anni”, racconta Marcello Spadone, suo figlio, “ perché i miei lavoravano nella capitale. Mia madre però desiderava da sempre riprendersi questo posto che aveva dato in gestione per poter coronare il suo sogno, quello cioè di fare la cuoca”. Nasce così La Bandiera, un nome pensato perché il locale fosse considerato una sorta di vessillo in mezzo alla campagna, dove non c’erano che terre coltivate e qualche capanno di attrezzi. Prima di affiancare la mamma, Marcello frequenta la Scuola Alberghiera e fa apprendistato da Gualtiero Marchesi e Aimo e Nadia. Poi, ritornato a casa, incontra Bruna che diventa subito sua moglie. “Tra lei e mia madre c’ è sempre stata un’intesa particolare: bastava si guardassero e si erano già capite”. Una muliebre  alleanza ai fornelli che sommata alla perizia e alla tecnica di Marcello porta dritto al successo: preziosa eredità raccolta in pieno dai figli, due gemelli, Mattia e Alessio, l’uno proclamato qualche mese fa Miglior Chef dell’Italia centrale in un concorso presieduto dal critico enogastronomico Luigi Cremona, l’altro sommelier d’eccezione, custode della fornita ed eccellente cantina del ristorante. Dietro le quinte, vigile e discreta, c’è Bruna, perito agrario, responsabile di un erbario fuori del comune da cui provengono le erbe aromatiche con cui si profumano le carni e gli ingredienti di tisane fuori del comune: una per tutte quella di erba limoncella, menta piperita e romana. Donna schiva che non ama le luci della ribalta ma è a tutti gli effetti il deus ex machina del locale, Bruna cura un frutteto di mele cotogne, pere, prugne, arance, nonché una piccola vigna, un orto piantato a pomodori e ortaggi di stagione, prodotti che segue personalmente per poi farne conserve deliziose. “E’ un piccolo appezzamento che abbiamo voluto continuare a coltivare per poterci in parte approvvigionare di una materia prima genuina”, dice. “Naturalmente non è sufficiente al fabbisogno del locale, ma abbiamo costruito una rete di relazioni con fornitori di fiducia che non ci hanno mai  delusi”. Realizzati mediante procedimenti totalmente biologici e artigianali, i prodotti de La Bandiera – dalle verdure sottolio alle confetture fino ai dolci, gioielli di Mattia – sono delle autentiche chicche  assolutamente da assaporare. Non manca neanche l’oliveto di famiglia con alberi di Dritta Loretana, una cultivar locale che dà un olio sapido e raffinato che gli Spadone producono per sé e per chi vuole goderne. Un’oasi esterna di bontà con una parte adibita a giardino, in stagione dehor con piscina, che prelude a un interno sobrio ed essenziale, cui le tele di Sandro Visca, artista che ha realizzato anche gli originali menu, conferiscono il tocco dell’eleganza d’autore. In cucina, oltre a Marcello e Bruna, c’è il giovane Mattia che ha fatto del binomio tradizione-innovazione la sua bibbia, forte com’è di un talento naturale affinato accanto ai migliori chef italiani e stranieri. Qui dà sfogo alla sua appassionata creatività, creando sapori fuori del comune, espressione di un’alta cucina del territorioA dimostrarlo il menu, che segue il ritmo delle stagioni coi classici abruzzesi proposti in chiave contemporanea, alleggeriti cioè nei condimenti e presentati secondo i canoni di un’estetica culinaria d’avanguardia. Ne sono esempi eloquenti primi piatti come il Brodo di gallina “cacio, ovo e cicorielle” con bollito, i Ravioli di baccalà, noci e olio all’aglio, le Pappardelle allo stracotto di “papera muta”, i Maccheroni “carrati” ragù d’agnello e pallottine. Tra i secondi spiccano il Cosciotto d’agnello alle erbe aromatiche, una carne delicata come poche che la famiglia Spadone prende a Farindola, rinomata località di allevamenti ovini, ma anche la Faraona farcita con i suoi fegatini e purè di fagioli Tondino (ricetta vincitrice del concorso gastronomico “Premio Tartufo di Gubbio” 2010 e il Trancio di baccalà, crema di porri e croccante di caciocavallo. Altri cult del ristorante sono racchiusi nella carta dei dolci, che comprende il Millefoglie con la crema all’Aurum, un Goloso alle mele, lo Zabaione caldo-freddo e altri deliziosi dessert. Al piacere del palato La Bandiera coniuga anche quello di confortevoli camere ammantate di soffice eleganza e immerse in una piacevole atmosfera di quiete. Negli ambienti, progettati ed arredati per soddisfare ogni esigenza, la luce riflette tutte le sfumature del bianco, cui si contrappone d’inverno la purpurea fiamma del camino. A vegliare su questo luogo di delizie del corpo e dell’anima la Majella, la Grande Madre rocciosa, sacra e magica montagna, nume tutelare di una millenaria terra e dei suoi operosi figli.

 

Ristorante LA BANDIERA

C.da Pastini, 4

Civitella Casanova (Pescara)

Tel. 085/845219

Chiuso il mercoledì

Foto di Clara Ippolito