Quando il gelato diventa poesia

Infaticabile cercatore di tesori commestibili d’ogni sorta, propone da anni alla propria clientela una sequela di sorprendenti bontà provenienti da ogni dove, come dimostra il nome stesso del locale, Il Trovarobe di cose buone : rari liquori selezionati, grappe, vini, mostarde, oli, l’aceto balsamico di fragole e fichi, il limoncello di Sicilia, l’esclusivo Zabajone al Passito d’Arneis, le marmellate, le paste di meliga di Primo Pan, le farine del Mulino Marino, il caffè cotto a legna, la pasta al limone o al cioccolato, oltre a 30 tipologie di miele bastano a rendere l’idea di cosa sia questo posto. Il trasporto di Tonino per l’enogastronomia dura da trent’anni, da quando insieme a sua moglie Francesca aprì una caffetteria, divenuta subito celebre sia per il suo ottimo caffè (insignito delle 3 tazzine e i 3 chicchi del Gambero Rosso) sia per il bicerin (bevanda calda simbolo di Torino, a base di caffè, cioccolato e crema di latte) e il marron-caffè, una delizia a base di caffè, meringhe e marron glacé. Un locale con una predisposizione naturale per tutto ciò che è buono, che si traduce nell’arte pasticcera, appannaggio della signora Francesca,  e in quella del gelato, dei cui segreti è depositario Tonino. Entrambi discepoli di Gelmo di Loano, inventore del gelato allo champagne per i principi Ranieri di Montecarlo, ben presto hanno avuto di che superare il maestro in fatto di fantasia. E, se Francesca si distingue per i salatini (tipi diversi e tanta manualità e fatica), per la torta Chantilly al caffè, i baci di dama, la torta alle nocciole, i Sorrisi al Roero (cioccolatini al famoso vino rosso locale) e il sombò (cremino al vino Roero, alla Grappa di Arneis e al Birbet)), Tonino è l’artefice di gelati artigianali fuori del comune. Ce n’è per tutti i gusti: dai più tradizionali a quelli più inconsueti, al moscato, alle pere cotte, all’Arneis passito (vino bianco del Roero, in versione dolce), alle mele cotte al forno, alla cugnà (mostrada d’uva) e al Barolo Chinato, un barolo aromatizzato con delle spezie tra cui la corteccia di china calisaia, il rabarbaro e la radice di genziana. Tra i suoi cavalli di battaglia si distingue il gelato alle paste di meliga (biscotti di mais piemontesi), ma anche quello al Prosecco e al crème caramel con sale rosa dell’Himalaya, ultimi nati in casa Strumia. Più raro il gelato al grisin, una zucchina particolare del Roero: da non perdere il cremino gianduia, voluttuoso gelato dedicato agli amanti del cioccolato. Promotore di tutte le sfiziosità italiane, l’attività di ricerca che impegna da anni Strumia è un atto d’amore verso il territorio roerino e un tributo al lavoro dei migliori artigiani dell’alimentare piemontese e italiano.     
Sempre a caccia di rarità del palato, Tonino ha anche creato la prima mieloteca d’Italia con degli scaffali che descrivono l’intera geografia del miele nostrano, presente qui nelle sue massime espressioni: dai mieli di acacia e di castagno della Lunigiana al miele di spiaggia, frutto del lavoro di api che amano il polline dei fiori (“elicriso”) che crescono lungo la costa toscana, ai mieli di rosmarino, erica, rododendro, di fichi d’India, lupinella, clementine, di ciliegia marasca del Carso, di Mandarino tardivo di Giaculli, di Limone di Sorrento. Sono nettari spesso difficilmente reperibili, come il miele di nespole della Sicilia e di ciascuno di loro Tonino conosce proprietà e virtù. Il Trovarobe di cose buone, insomma, è un luogo delle meraviglie del palato, da visitare in una sorta di pellegrinaggio del gusto.
 Strumia, Il trovarobe di cose buone
Via Vittorio Emanuele 9
Sommariva del Bosco (Cuneo)
Tel. 0172.54230
Chiuso lunedì e mart. pom. e dal 15 al 31 agosto
www.iltrovarobedicosebuone.it

 

Foto di Hendrick Strumia e Clara Ippolito