Parlare di…Biodiversità alimentare

Ciò implica la presa in esame di molteplici tematiche tra loro intercollegate che spaziano dalla valorizzazione delle radici socio-identitarie delle comunità locali al bisogno di conservazione dell’ambiente e delle sue risorse naturali, dal recupero delle specie vegetali, agronomiche e animali in via di estinzione alla salvaguardia di esperienze gustative relegate ai margini dell’esperienza quotidiana. È, inoltre, un discorso che, ponendosi all’incrocio tra fattori nutrizionali, culturali, ecologici, geografici, etnobotanici, sollecita letture di tipo trasversale che conducono a svariate chiavi interpretative e sfaccettature di significato. Parlare di biodiversità, infatti, se da una parte implica conoscere il modo in cui le popolazioni locali mantengono vivo l’uso di varietà alimentari ritenute minori, sottoutilizzate o prive di un sostanziale valore nutrizionale ed economico, dall’altra significa immaginarne una loro concreta possibilità di ricollocazione nelle diete e nelle pratiche diffuse di mercato. Quindi, se da una parte vuol dire assecondare il recupero sulle tavole di prodotti ad elevata compatibilità ecologica, dall’altra significa mobilitare gli sforzi della comunità nazionale ed internazionale verso la conservazione del patrimonio genetico a più forte rischio di estinzione (vedi le 1700 banche del germoplasma fino ad ora create). Lo scopo è quello di perseguire strategie di sviluppo integrato dei sistemi agricoli locali e incentivare le politiche di reintegro delle aree più arretrate o periferiche dell’ecumene. Inoltre, si mira ad attuare il recupero di sapori gastronomici fortemente territorializzati e culturalmente non omologati, riscoprendo anche gli usi funzionali e “nutraceutici” di molti elementi della biodiversità alimentare tramandati dall’empirismo e dalla tradizione orale. Non ultimi quelli che compongono la cosiddetta “dieta mediterranea”, i cui indici di qualità nutrizionale possono diventare un elemento dinamico per una cultura gastronomica che rifiuta di essere dimenticata o retrocessa al rango di relitto folklorico. In occasione delle celebrazioni dell’anno mondiale della biodiversità questi ed altri importanti nuclei tematici costituiranno gli ambiti di riflessione di un convegno che mira a promuovere la consapevolezza del valore multidimensionale della biodiversità e l’esigenza di un approccio scientifico di tipo interdisciplinare, che ne rifletta la complessità di contenuti. I soggetti istituzionali coinvolti sono: Università di Roma Tor Vergata, Bioversity International, Società Geografica Italiana, Fondazione Bioparco, Roma, Comune di Roma, INDIM Comitato scientifico: Rino Caputo, Antonino De Lorenzo, Ernesto Di Renzo, Stefano Padulosi, Franco Salvatori  

PROGRAMMA ore 10.00
Saluti Istituzionali ore 10.30 Foodscapes, biodiversità e pratiche alimentari tra modernità e neo-ruralità e tra globale e locale Coordina Franco Salvatori Università di Roma Tor Vergata Intervengono: Annalisa Cicerchia ISAE Antonino De Lorenzo – Laura Di Renzo Università di Roma Tor Vergata Ernesto Di Renzo Università di Roma Tor Vergata Pablo Eyzaguirre Bioversity International Giuseppe Maiani INRAN Giovanni Pelino – G. Stefania Scippa Università del Molise
ore 13.30 Lunch con degustazione di prodotti tipici del Lazio
ore 14.30
Tavola rotonda: La biodiversità nel Lazio tra tradizione gastronomica, aspetti nutrizionali e pratiche turistico-valorizzative del territorio Coordina Ernesto Di Renzo Intervengono: Nicolò Costa (Università di Roma Tor Vergata) Laura Di Renzo (Università di Roma Tor Vergata) Mariano Mampieri (ARSIAL) Carlo Hausmann (Azienda Romana Mercati) Carlo Valle (Comune di Genzano) Paolo Giuntarelli (Fondazione Bioparco – Roma) Stella Iezzi (Università di Roma Tor Vergata) ore 16.30 Concerto della violinista Anyla Kraja, ambasciatrice FAO nel mondo, per la sensibilizzazione ai problemi della denutrizione umana ore 17.30 Chiusura dei lavori convegnistici con degustazione di prodotti enogastronomici offerti dal comune di Genzano