Olio extravergine d’oliva Alto Crotonese DOP

Pianta a chioma assurgente e di elevata crescita, la sua coltivazione è da attribuirsi alla presenza sul territorio dei Monaci Basiliani che in epoca bizantina approdarono dall’Oriente in Calabria, migliorando le tecniche e le pratiche di coltivazione olivicola locale. All’epoca, nell’attuale provincia di Crotone, vivevano le tribù Enotrie o Pelasgiche, sparse nell’entroterra e dedite all’agricoltura e alla pastorizia. Antichi frantoi, datati VI-X secolo d.C, e gli ulivi secolari ancora visibili nei pressi di loro antichi insediamenti abitativi, ne sono la testimonianza. All’inizio dell’Ottocento Francesco Benincasa, un nobile di Cerentia, scrivendo all’Intendente di Cosenza e alla Società agraria del Regno delle Due Sicilie circa la flora del circondario, indicava l’olivo come albero meritevole della massima attenzione sia per la facilità di crescita sia per i prodotti ragguardevoli che se ne potevano ottenere. Nell’area di origine, se in coltura irrigua, garantisce elevate e cosatnti produzioni. La coltivazione dell’olivo ha conosciuto dal dopoguerra a oggi un notevole sviluppo nella zona, essendo molto adatta a garantire lo sfruttamento di terreni poco idonei ad altri tipi di coltura, divenendo così una risorsa fondamentale per l’economia locale. I frutti di grosse dimensioni hanno forma ellittica con base tronca e apice rotondo. La raccolta avviene entro il 31 dicembre a mano o con mezzi meccanici; le olive sono trasportate  in recipienti rigidi fino alla molitura, che avviene due giorni dopo la raccolta. La zona di produzione comprende Castelsilano, Carfizzi, Cerenzia, Verzino, Pallagorio e  San Nicola dell’Alto Savelli, tutti comuni della provincia di Crotone. Sono idonee le aree collinari i cui terreni – situati ai piedi della catena montuosa della Sila Grande  a 400  sul livello del mare –  sono porosi con permeabilità elevata, profondi, sabbiosi, di medio impasto e di varia natura litologica per garantire lo sgrondo delle acque superficiali e per conferire le caratteristiche oraganolettiche proprie della cultivar Carolea. Il disciplinare prevede per i nuovi impianti di oliveti una densità massima di 400 piante per ettaro di terra, con una resa di olive non superiore ai 100 quintali per ettaro. Tutte le operazioni di estrazione e confezionamento dell’olio extravergine Alto Crotonese Dop vanno effettuate nell’ambito territoriale di riferimento, compreso quindi tra i comuni delle alte colline del Marchesato di Crotone. L’olio extravergine Alto Crotonese si presente alla vista con un colore che va dal giallo paglierino al verde chiaro, al naso si avvertono sentori assai delicati e al palato il gusto è leggermente fruttato (il massimo di acidità consentita è lo 0,7% di acido oleico sulla massa totale). E’ particolarmente vocato a condire verdure a crudo e pesce (quali triglie, rombi e dentici), ma è ingrediente importante di alcuni piatti tipici calabresi, specialmente di certi ragù di carne locale e piatti di selvaggina. Ottimo anche sul pane bruschettato.
L’olio Alto Crotonese DOP va conservato – come del resto tutti gli altri oli – in contenitori chiusi, al riparo dalla luce (che accelera il processo di ossidazione), in ambienti freschi, asciutti e lontano da prodotti che emanino particolari odori (che altrimenti vengono assorbiti con conseguente variazione di gusto) e da fonti di calore (che ne pregiudicano le caratteristiche organolettiche); la temperatura va mantenuta tra i 14°C e i 20°C. Così, soprattutto se filtrato presto,  mantiene a lungo invariate le proprie caratteristiche chimiche ed organolettiche (fino ad almeno 36 mesi). Certamente, è preferibile consumarlo entro 4-6 mesi dalla spremitura. Visto che in caso di basse temperature l’olio può congelarsi, prima di consumarlo è necessario riportare il recipiente a temperatura ambiente (16°-18°C) per alcuni minuti e agitarlo ripetutamente per agevolarne il ritorno allo stato naturale. E’ commercializzato in recipienti o bottiglie di capacità massima di 5 litri ed è reperibile sul mercato tutto l’anno.
Info

CONSORZIO DI TUTELA OLIO EXTRAVERGINE DOP ALTO CROTONESE
Via Vodige, 10 88819 VERZINO (Crotone)
Tel. 338 8385083

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COSA VUOL DIRE

IGP

L’Indicazione Geografica Protetta (IGP) indica un prodotto agricolo o alimentare, le cui qualità e caratteristiche sono attribuite all’origine geografica, come la produzione e/o trasformazione e/o elaborazione che avvengono in un’area geografica determinata. La IGP non richiede necessariamente la produzione in loco della materia prima, purché questa consenta di ottenere un prodotto corrispondente ai requisiti imposti dal disciplinare di produzione.

DOP

Denominazione di Origine Protetta (DOP) designa un prodotto agricolo o alimentare, le cui qualità e caratteristiche sono dovute all’ambiente geografico, comprensivo dei fattori naturali e umani e la cui produzione, trasformazione ed elaborazione avvengono in un’’area geografica delimitata”. L’intero ciclo produttivo deve essere svolto all’interno della stessa zona e, quindi, non riproducibile al di fuori di questa.

Polpo alla brace

Ingredienti per 4 persone

8 polpi non molto grandi
olio xtravergine d’Oliva Alto Crotonese DOP
sale

Preparate la brace sotto la griglia. Pulite accuratamente i polpi, passatelli velocemente sotto l’acqua e lasciateli scolare un po’ in un colapasta. Tamponateli con della carta da cucina e poneteli sulla griglia ben calda, rigirandoli di tanto in tanto, finché non risultano cotti ma ben turgidi (fate la prova infilzandoli con la forcetta; i tempi di cottura, ovviamente, variano a seconda del’intensità delle braci e della tenerezza del polpo, ma mediamente occorrono una trentina di minuti).Salate solo verso la fine e servite, irrorandoli con l’olio extravergine d’oliva Alto Crotonese DOP.