Museo della frutta “Francesco Garnier Valletti”

Modellati alla fine dell’Ottocento da Francesco Garnier Valletti, geniale ed eccentrica figura di artigiano, artista e scienziato torinese, ultimo ineguagliato modellatore e riproduttore di frutti in cera, sono opere d’arte che riempiono le vetrine di una collezione composta da più di MILLE esemplari di una produzione agricola che fu: effimere bontà che catturano l’essenza della bellezza e del gusto della frutta d’antan. Estroso autodidatta che seppe unire l’attività del confettiere e del ceroplasta, la sensibilità dell’artista e il genio del chimico sperimentale, Francesco Garnier Valletti  imitò la natura magistralmente, permettendo oggi al visitatore di tuffarsi in un passato neanche tanto lontano, in un’epoca in cui la biodiversità era una realtà. Biodiversità andata  scomparendo col tempo, diventata oggi un tema importante e attuale, che rivive nel MUSEO DELLA FRUTTA come un invito a riflettere tramite una  STRAORDINARIA COLLEZIONE POMOLOGICA in mostra permanente a TORINO. Si tratta delle creazioni di un erede dell’antica tradizione della pomologia artificiale plastica, frutti (ma anche fiori) che furono presentati nel 1851 all’Esposizione dell’Accademia di Agricoltura di Torino e premiati con una medaglia d’argento. Presenti alle mostre ed esposizioni torinesi,  ma anche a quelle di Como, Firenze, Pallanza, Roma e Treviso, in Italia, nonché a quelle di Amsterdam, Anversa, Londra, Parigi, Vienna, Budapest, ottennero ovunque premi, medaglie, riconoscimenti e onorificenze. Nel 1857 Francesco Garnier Valletti divenne modellatore universalmente riconosciuto, creando una più numerosa collezione tramite un più efficace metodo per la fabbricazione dei frutti artificiali, scoperto in sogno, come lui stesso racconta, il 5 marzo 1858, e con cui realizzerà le sue opere da quel momento in avanti. La sua attività fu incessante: studiò, disegnò, riprodusse 1200 varietà di frutti e 600 di uve, annotandone nomi, qualità, stagione di produzione, come testimoniano i suoi album e gli appunti, conservati all’Accademia di Agricoltura di Torino. Inaugurato il 12 febbraio 2007, nel Museo della Frutta si possono ammirare, dunque, queste meraviglie custodite nelle sale dedicate loro, gioielli acquisiti nel 1927. Vi si possono vedere tipologie di frutta ormai scomparse, collocate nei loro espositori originari, preziosa testimonianza di una frutticoltura e orticoltura giunta all’apice della ricerca della diversità, prima del suo definitivo e – forse – irreversibile tramonto. Un percorso museale, che consente di immergersi nel clima, nei valori e nella cultura dell’epoca del positivismo, che spiega le ragioni che hanno inevitabilmente portato ad abbandonare la coltivazione o comunque a ridurre drasticamente la quantità di varietà di frutti in commercio. Un’esposizione che si pone a disposizione di coloro che sono interessati alla loro riscoperta e  al recupero della loro produzione, in un quadro – quello attuale – che rivaluta sempre più la qualità in campo agroalimentare (nella stessa sede si trova anche il patrimonio storico scientifico della «Regia Stazione di Chimica Agraria», costituita nel 1871 e divenuta nel 1967 “Sezione operativa di Torino dell’Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante”).

Foto di Roberto Goffi

PALAZZO DEGLI ISTITUTI ANATOMICI – TORINO – MOSTRA PERMANENTE

Via Pietro Giuria 15 – dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 18:00.
Info 011 6708195
sito web
www.museodellafrutta.it
info-museodellafrutta@comune.torino.it