Mangia, prega, ama

La storia del viaggio iniziatico o di introspezione, di per sé già uno stereotipo, non riesce a svilupparsi  lungo dei binari cha accompagnino il pubblico alla scoperta dei personaggi; anzi, a ben vedere, dei personaggi in questione si capisce ben poco, tanto sono rozzamente delineati. Capita spesso, in effetti, quando si tenta di condensare in poco più di due ore una trama complessa, in cui molto del significato scaturisce da riflessioni difficilmente traducibili in immagini. L’uso, o l’abuso, della voce fuori campo non riesce a compensare i vuoti di una sceneggiatura che neanche il pur sempre splendido sorriso della Roberts può colmare. La storia, nella trasposizione cinematografica, è stata suddivisa in quattro capitoli: New York, dove nasce il disagio che muoverà tutto il racconto; l’Italia, patria del “dolce far niente”, dove la protagonista si libera dei sensi di colpa; l’India, stereotipo della spiritualità per eccellenza, che produrrà una nuova consapevolezza di sé; Bali, ovvero il perfetto esotismo da cartolina, in cui la “rinata” protagonista troverà finalmente la felicità. Una vera fiera delle banalità. Il capitolo Italia, ovviamente quello che colpisce di più lo spettatore nostrano, risulta essere il più irritante: nonostante l’esaltazione della nostra cucina, o forse proprio a causa di essa, ci restituisce l’immagine di un Italia ancora “pizza e mandolino”, dove mangiare tanto e bene è la principale preoccupazione di chiunque viva o transiti nel Bel paese. Anche le scelte gastronomiche sono discutibili: la selezione di capisaldi della tradizione romanesca, dai carciofi alla giudia alla trippa alla romana passando per i saltimbocca, la parmigiana di melanzane e le linguine alle vongole, con un generico “vino di Genzano” come abbinamento, dimostra ancora di più come la cultura enogastronomica italiana, sicuramente molto complessa, non sia assolutamente compresa al di fuori dei nostri confini, al di là di un generico “mangiar bene” che fa il paio con tanti altri cliché sulla nostra martoriata Repubblica. La ciliegina, anzi, le ciliegine, su questa torta un po’ pesante sono senza dubbio la scappata a Napoli per mangiare una pizza, con dei luoghi comuni sulla città partenopea di una superficialità sconcertante. Napoli è ben altro che panni stesi attraverso la strada, borsaioli e spazzatura, come la cena finale con gli amici di Roma, a casa della madre di uno di essi, in cui si prepara il tacchino del Thanksgiving’s Day. Certo, quale miglior modo per ricordare un viaggio in Italia che salutarlo con un piatto statunitense?

Mangia, prega, ama

Titolo originale: Eat, Pray, Love Nazione: U.S.A. Anno: 2010 Genere: Drammatico Durata: 140′ Regia: Ryan Murphy Cast: James Franco, , Julia Roberts, Javier Bardem, Billy Crudup, Richard Jenkins, Viola Davis, Arlene Tur, Luca Argentero, Elena Arvigo
Produzione: Columbia Pictures, Plan B Entertainment, Red Om Films

Sito ufficiale
www.sonypictures.net/movies/eatpraylove/

Sito italiano
mangiapregaama.it