Maltagliati alle nocciole

 

Ingredienti

200 g di farina di nocciole
300 g di farina 00
5 uova intere
burro
sale
granella di nocciole

 
Su un piano di marmo mescolate le due farine tra loro e formate al centro una fontana: versatevi le uova intere, appena sbattute con un pizzico di sale, e mischiate piano, attirando le farine dal cratere verso l’interno per far assorbire le uova. Amalgamate, lavorando il composto finché il tutto non risulta omogeneo. Dopo opportuno riposo, stendete la sfoglia non troppo sottile col matterello (o con l’apposita macchina) e tagliate a forma di rombi irregolari. Quindi, cuocete la pasta al dente in acqua salata e scolate, lasciandola un po’ umida: poi ripassate i maltagliati in un’ampia padella con del burro fuso e la granella di nocciole ( avostra discrezione). Servite, volendo, anche con del parmigiano grattugiato.

Difficoltà
Media

Tempo di preparazione
1 ora e un quarto

Variante
In luogo del burro per ripassare i maltagliati potete usare l’olio di nocciole (Tonda gentile del Piemonte) che, però, è un po’ costoso e, soprattutto, non sempre di facile reperibilità.

Abbinamento cibo-burro
Per questa ricetta è neccessario, a nostro avviso, un burro speciale e artigianale di elevatissima qualità, come quello prodotto da Beppino Occelli (www.occelli.it) nel suo piccolo laboratorio artigianale di formaggi situato in Langa, in prossimità del centro storico di Farigliano. Un burro di altri tempi, prodotto con le panne vive e scremate da latte ancora caldo di giornata. Leggermente paglierino in primavera ed estate per via delle erbe mangiate dalle mucche al pascolo, in ivnerno diventa più bianco, perché l’alimentazione è prevalentemente costitutita da fieno. I panetti sono riconoscibili sia per via di un simbolo a rilievo con l’effige di una montagna sia per la confezione chiusa con sigilli fatti ancora a mano, che riconducono alle più genuine tradizioni casearie e contadine. Non a caso, The Guardian ha annoverato questo burro tra i 5 migliori d’Europa.

Abbinamento cibo-vino
In questo piatto c’è la dolcezza e l’aromaticità della farina di nocciole, delle uova e del burro che conferisce anche la giusta grassezza al piatto. Vi consigliamo, perciò, di abbinarci un bianco dalle caratteristiche organolettiche e strutturali di grande rilievo, come il Vucaia Fumé dell’Azienda Agricola Inama (San Bonifacio, Verona, www.aziendaagricolainama.it). E’ un Sauvignon dal colore giallo intenso con sentori al naso di caffé e spezie, al palato di frutta secca e agrumi, con un finale lungo e persistente.

Abbinamento cibo-acqua
Vi consigliamo un’acqua minerale naturale, oligominerale, bicarbonato-calcica e leggermente frizzante, come la Santa Chiara che sgorga a 700 metri d’altezza nel comune umbro di Scheggia. E’ un’acqua dissetante che, con la sua leggera vena frizzante, induce una perfetta pulizia del cavo orale.

Foto di Clara Ippolito