MagnaSso’: il gusto dell’aggregazione

Adiacente a una chiesa, è un luogo double face, tutto l’anno centro giovanile (dove i ragazzi si ritrovano per giocare, fare i compiti, usare i computer, vedere un film, frequentare corsi di cucina), una volta al mese raffinato ristorante. Il MagnaSso’, questo il nome del locale (in dialetto romagnolo ‘mangia, su!’, un incoraggiamento che qui di certo non serve), si trova vicino all’imponente Rocca medievale, di fronte a Casa Artusi, centro di cultura gastronomica intitolata al celebre Pellegrino, autore di “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, primo “classico” dell’arte culinaria italiana. In questo suggestivo contesto si muove un piccolo esercito di medici, commercianti, dirigenti, parrucchiere, impiegati, artigiani e insegnanti di Forlimpopoli, cuochi per caso che officiano il rito del gusto una tantum, da ottobre a marzo, per finanziare una serie di attività ricreative e culturali del Centro Giovanile Andrea, punto di aggregazione per ragazzi, alternativa alla strada e alle discoteche. Cucinano insieme in una forma di sapida cooperazione, caratteristica principale di una brigata sui generis mossa da un sano altruismo. “Abbiamo iniziato nel 2005”, spiega con un’enfasi tutta romagnola, Andrea Paolo Ciani, presidente dell’Associazione, nella vita dirigente all’Università di Bologna, ogni trenta giorni chef de cuisine del MagnaSso’. “Siamo un gruppo di amici; all’inizio ci incontravamo per confrontarci sui problemi dell’adolescenza poi, dopo la scomparsa di Andrea Zampianchi, un ventenne molto impegnato nel sociale, pensammo di proseguire nel solco del suo operato. Un sacerdote ci dette questo spazio e noi, a fatica, lo ristrutturammo; per autofinanziarci, ci venne l’idea di organizzare delle cene durante la Festa Artusiana che si tiene ogni anno l’ultima settimana di giugno”. Erano neofiti, ma con un Dna gastronomico di tutto rispetto e tanta voglia di regalare ai ragazzi della città un punto di incontro. “Non volevamo né diventare il ristorante del prete e tantomeno atteggiarci a cuochi professionisti senza averne titolo; desideravamo, però, metter su un locale elegante con un menu raffinato. Per questo ci siamo ispirati ai grandi chef, da Vissani a Igles Corelli, facendoci consigliare e aiutare da due esperti del settore, Verdiana Gordini, una maestra da sempre appassionata di cucina, e da Giancarlo Roverelli, nostro consulente per il servizio in sala”. Poi, parlando, si scopre che anche Andrea ha un suo passato gastronomico, perché ha frequentato la Scuola Alberghiera. “Ho fatto un lavoro diverso, ma amo cucinare da sempre”. Parole cui fa eco Verdiana, una vera pasionaria dei fornelli. “Ho diretto per quindici anni la scuola di cucina della rivista La Madia, dove ho avuto la fortuna di conoscere grandi e famosi chef: un’esperienza che ho cercato di trasmettere ai miei amici”. Allievi bravissimi che hanno imparato molto presto e bene. Presidente delle Mariette (dal nome della governante dell’Artusi, Marietta Sabatini) Verdiana, non paga del suo impegno al MagnaSso’, tiene dei corsi in cui mostra come fare la piadina e la sfoglia. E’ lei a dare le dritte per la stesura dei menu rigorosamente stagionali del ristorante: linee guida discusse collettivamente con Andrea, Adriana, Roberto e poi messe in pratica. “Siamo tanti e molto affiatati, anche durante le cene della Festa Artusiana che durano ben nove giorni; veniamo qui dopo il lavoro e dimentichiamo la stanchezza perché abbiamo uno scopo”, dice Andrea. Adriana fa l’impiegata ed è addetta alla spesa (a km 0, prevalentemente composta da prodotti del territorio), anche braccio destro di suo marito Roberto, nella vita di tutti i giorni mobiliere al MagnaSsò si trasforma in un pasticcere eccezionale. “Ci sono sempre piaciuti i dolci”, spiega, “ma non avevamo mai pensato di poter arrivare a fare dei dessert per un ristorante”. Per capire cosa è riuscito a realizzare quest’autodidatta, basti assaggiare l’aereo Dolce di mele renette con mele disidratate e crema inglese o la deliziosa Piccola pasticceria, degna conclusione di una cena raffinata che ci ha letteralmente deliziati. A partire dall’entrée, un’Insalatina tiepida di coniglio, passando per la Vellutata di zucca e cannellini con crostini aromatizzati, i Ravioli di patate e lardo con pesto e guanciale croccante (la sfoglia di 35 uova tirata rigorosamente a mano), fino alle Costolette di agnello al timo con parmigiana di melanzane, pomodorini confit e scalogni arrostiti, è stato un trionfo di sapori, innafiati dagli ottimi vini dell’azienda Luretta di Piacenza. Nella sala da 70 coperti (c’è una lista d’attesa per le prenotazioni) arredata con sobrietà e gusto, Cristiano, pneumologo di lungo corso e impeccabile maître, controlla che sia tutto in ordine, mentre una decina di signore sfilano graziose e professionali tra i tavoli per il servizio. Tra un flute di spumante (Principessa) e calici di un profumato bianco (I nani e le ballerine) si tirano le somme di un percorso lungo sei anni: un bilancio più che positivo per il Centro Giovanile Andrea e per la cittadinanza, merito di un gruppo di persone impegnate in una sapida impresa.

MagnaSso’/Centro Giovanile Andrea

Via Sendi 42
Forlimpopoli (FC)
331.8815693
www.magnasso.it

 

 

 

UN MENU AL MESE

La cena di sabato 12 novembre

Cous cous alle verdure e crostacei con mozzarela di bufala e pomodor confit

Zuppa di topinambour e canocchie

Gnocchi di patate in guazzetto di molluschi e pesto leggero

Bocconcini di San Pietro su passata di cannellini e crema di olive taggiasche

Tortino di castagne con marron glaces e crema inglese

Costo 38 € bevande incluse

 

Foto di Clara Ippolito – Loghi del Centro Giovanile Andrea