Mac Italy: chi l’ha visto?

AL GUSTO NON C’E’ MAI FINE
Buongustai a quattro zampe di tutto il mondo unitevi! E’, infatti, in arrivo dall’America una serie di drink privi di alcol per cani, ultima trovata escogitata dalla Bark Vineyards, da far assaporare  al più fedele amico dell’uomo nella solita ciotola insieme al suo  solito cibo. I golosi bibitoni sono stati approvati dalla Food and Drug Admistration e, pare, anche caldamente raccomandati dai veterinari. Un esempio di queste golosità : il White Sniff-n-Tail, composto da salmone, patate dolci e tante sostanze nutritive aggiunte. Così i cani non staranno solo a guardare i loro padroni, mentre mangiano prelibatezze d’ogni sorta e sorseggiano un Barolo d’annata o uno Champagne Millesimato. E i gatti? Niente paura, queste leccornìe sono adatte anche a loro.

LE METAMORFOSI DELLA TAZZINA 
Il Centro Studi Assaggiatori è l’unità di ricerca sull’analisi sensoriale più avanzata e completa nel nostro paese. Fondato nel 1990, ogni anno compie migliaia di test sui consumatori per verificare la qualità percepita di prodotti e servizi. Inoltre, collabora nella ricerca con università italiane e straniere ed è editore del trimestrale “L’Assaggio” , nonché dell’omonima collana di volumi dedicati all’analisi sensoriale. Secondo una recente ricerca sul caffè del Centro il consumatore più esperto, ora cercherebbe la marca e berrebbe il caffè con meno zucchero.  Questo è quanto accade in base ai risultati di Coffee Experience 2010, il più grande banco di assaggio al mondo, che indica le tendenze del mercato del caffè. Dall’elaborazione dei dati raccolti emerge una dato interessante: rispetto al 2009 sono cresciuti i consumatori che affermano di guardare l’insegna dei bar e che cercano una marca conosciuta (3% nel 2009, 4,6% nel 2010). “Si tratta di persone che sfuggono alla semplificazione del ‘100% Arabica’ ”, afferma a tal proposito Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori e professore di Analisi sensoriale in università italiane e straniere. “Il mondo dei clienti sta iniziando a concentrarsi sulle specifiche qualità sensoriali e sul brand: la gente, insomma, comincia a scegliere  il bar in cui entrare in base al caffè servito“. Aumenta non a caso il numero dei consumatori che affermano di scegliere il caffè in base al proprio gusto (35,2% nel 2009, 37,4% nel 2010). “Si tratta di variazioni percentuali minime che evidenziano un trend che potrebbe avere un forte impatto sul mercato”, ha osservato Odello. “C’è, peraltro, da considerare che ogni giorno in Italia sono servite circa 70 milioni di tazzine di espresso“. Ma non basta, perché cambia anche l’atteggiamento nei confronti dello zucchero. Dalla ricerca emerge, infatti, che sono in aumento le persone che consumano il caffè senza zuccherarlo (30% nel 2009, 32,4% nel 2010), ma anche quelle che lo desiderano macchiato (16,6% nel 2009, 18% nel 2010). “Sono due tendenze che si conciliano, ma da approfondire”,  ha commentato a tal proposito Odello: “i cultori dell’amaro sono tali, perché scelgono bene il caffè e quelli del macchiato perché normalmente bevono caffè di qualità minore e lo macchiano nel tentativo di migliorarlo? Non potrebbe anche essere che si ricorre al latte semplicemente per evitare l’apporto calorico dello zucchero”.