Loacker: fare vino secondo natura

Nel 1996 si trovava in Val d’Orcia per delle cure termali, ma aveva già in mente  di comprare qualcosa in zona. E l’occasione non si fece aspettare, perché gli venne proposta una tenuta con molti ettari di vigneti. Fu amore a prima vista. Nella vecchia cantina c’erano ancora alcune botti di prezioso Brunello, ottimo auspicio per una nuova produzione. Nacque così  la tenuta Corte Pavone, oggi leader nella realizzazione di vini biologici. Niente chimica, nessun pesticida ma solo la saggezza dei metodi di coltivazione biologico-dinamici e l’ausilio prezioso dell’omeopatia. Da ragazzo Rainer, cresciuto in un maso vicino Renon nei pressi di Bolzano, vagheggiava di produrre vino senza intervenire con prodotti di sintesi. Una vita passata all’aperto in mezzo alla natura avrebbe alimentato il suo sogno, che cominciò a realizzarsi nel 1978  in Alto Adige, dove rilevò lo Schawrhof, primo tassello della casa vinicola Loacker, una tenuta trecentesca celebre per i suoi ottimi vini. Aveva trentacinque anni, quando iniziò a seguire appieno la propria inclinazione proprio nel centro della zona di produzione del St. Magdalener.

In vigna con l’omeopatia
Dopo aver sperimentato su stesso gli effetti benefici dell’omeopatia, Rainer li applica anche ai primi 4 ettari di vigne altoatesine (un po’ di tempo dopo divenuti 7), bandendo ogni sorta di intervento artificiale. Ne risultano subito eccellenti bottiglie di Schiava, Lagrein, Gewurztraminer, Cabernet, Pinot Nero e Sauvignon Blanc. Fare il vino secondo natura gli costa caro, però, perché si guadagna l’antipatia dei vicini viticultori, che lo canzonano e lo guardano con diffidenza. Ma lui non si arrende e continua a fortificare i terreni con il letame e il corno silice. Protegge le vigne dalle malattie con l’omeopatia e concima il terreno in modo biodinamico per  fortificarne la struttura minerale. Non mancano ovviamente i problemi, ma la tenacia vince le difficoltà. Il ricco patrimonio di esperienza maturata sul campo da Rainer diventa una filosofia di famiglia, perché i due figli, il primogenito Franz Josef , che si occupa della parte commerciale dell’azienda, e Hayo, responsabile della produzione, ben presto iniziano a lavorare con lui. Il secondogenito in particolare studia enologia a Digione, perfezionandosi poi in California e in Sudafrica. “Sono convinto che i lieviti naturali, espressione del territorio, e non quelli di laboratorio facciano la differenza nel vino”, afferma il trentaquattrenne enologo, “dato che ne alterano il carattere. Anche la selezione delle uve sulla pianta è importante per limitare la produzione a favore della qualità”, spiega, “come e quanto il controllo della temperatura”. I diciassette ettari di vigne collocate a 400-500 metri d’altitudine, (posizione tra le più ideali della zona), sono coltivate a Sangiovese Grosso, il vitigno del Brunello, ma anche a Merlot e Cabernet Sauvignon che danno tre vini straordinari: il Brunello di Montalcino, il Rosso Montalcino e il Levante, una triade di recente arricchita da un vino dolce, la Rosa dei Venti, fatto con Sangiovese e Moscato. “Tre anni fa abbiamo ristrutturato la cantina”, racconta Hayo, “dotandola di una straordinaria barricaia”. A far da completamento, un’ampia e luminosa sala di degustazione affacciata su Montalcino.

Verso la Maremma
Dopo qualche anno dall’acquisto di Corte Pavone, Rainer Loacker è attratto da una nuova zona vinicola assai promettente: la Maremma. A pochi chilometri dal mare, vicino al Parco dell’Uccellina compra 64 ettari di terreno, di cui 22 vitati. Nella proprietà Valdifalco inizia a produrre con le stesse metodologie Morellino di Scansano, vino tipico della zona, e una Riserva, il Syrah Lodolaia. Altri vini, Ballando, Brillando e Granfalco, contengono diverse percentuali di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Primitivo. Le tre tenute vinicole di Loacker, in Alto Adige, a Montalcino e in Maremma, composte da 45 ettari di vigneti complessivi, danno 300.000 bottiglie l’anno. “Siamo stati i primi produttori in Italia ad usare il sistema di chiusura vino-lok, che consiste in tappi di vetro inventati da un medico tedesco che, grazie a un sottile anello in Pec, sigilla la bottiglia. A farci optare per questa tipologia è stata la sempre più scadente qualità del sughero”, spiega Hayo Loacker. “E’ stato provato, peraltro, in un laboratorio in Germania che lo scambio di ossigeno con l’ambiente circostante avviene in modo lento e al meglio”, precisa,  “cosicché il vino può evolvere magnificamente. Inoltre, questo tappo è riciclabile al 100%, il che va nella direzione dell’ecosostenibilità, preoccupazione fondamentale della nostra azienda, che vuole fare vini di qualità in armonia con la natura”. Talis pater, talis filius: perché è con la stessa forza di carattere che Rainer e Hayo portano avanti con tenacia le proprie idee.
 

Info
Loacker

Tenuta Corte Pavone
Località Corte Pavone
Montalcino (Siena)
Tel. 0577/848110

Tenuta Valdifalco
Località Sterpeti
Magliano in Toscana (Grosseto)
Tel. 0471/365125
www.loacker.net

Foto Archivio Loacker