L’apprendista di Venezia: a tavola con il Doge

 

A decidere il suo destino tra i banchi stracolmi di frutta e verdura Amato Ferrero,  cuoco eccelso del Signore della Serenissima, che non lo denuncia ma lo prende con sé nella propria cucina, sperando di trovare un erede cui trasmettere il suo sconfinato patrimonio di sapere culinario. Inizia così il noviziato gastronomico del protagonista, un percorso che lo porterà sulla via del sapore attraverso piatti straordinari, impreziositi da spezie rare, serviti ai potenti del tempo, che si avvicendano alla tavola del Doge. A infarcire la sapida storia narrata da Elle Newmark ne L’apprendista di Venezia (Longanesi, pag 375, € 18,60) la passione travolgente del ragazzo per una fanciulla, l’avvenente Francesca, nonché la ricerca affannosa quanto difficile di un misterioso e inquietante libro, cui anelano in molti: Luciano che spera di trovare il modo per conquistare la donna di cui è perdutamente innamorato, il Doge, speranzoso di poter trovare il rimedio per guarire dal mal francese, e papa Alessandro VI, bramoso di aumentare a dismisura il suo già enorme potere. Tra i vapori delle pentole, i profumi inebrianti di pietanze esotiche, il protagonista viene messo a parte dal suo maestro dei segreti culinari, di cui è custode geloso: una vasta conoscenza, che talvolta rasenta il confine del lecito con un gusto che sa di proibito e misterioso.