L’albicocca

Nel Medioevo la diffusione dell’albicocca subì un arresto, perché veniva considerata un frutto tossico. A partire dal XV secolo ricominciò la sua fortuna, tanto che la coltivazione dell’albicocco si attestò in tutti i paesi con clima sufficientemente mite. L’albicocca ha forma ovoidale e un colore che va dal giallo all’arancione, con buccia sottile e vellutata, polpa succosa e lievemente acidula: all’interno contiene un nocciolo che racchiude una mandorla dal sapore talvolta dolce e talaltra amaro. In Italia l’albicocca è coltivata principalmente in Campania, dove si trovano le varietà Cafona, Boccuccia e San Francesco, mentre in Emilia-Romagna si coltivano la Reale d’Imola e la Precoce Cremonini. Una nuova varietà di recente diffusione è la Caldesi, più precoce e meno dolce. Gli Hunza, un popolo che viveva in una lunga valle, trait d’union tra Pakistan e Cina, quasi del tutto sconosciuto all’Occidente fino alla fine dell’800, divennero famosi per la loro longevità, collegata all’abitudine di mangiare albicocche secche.

L’ACQUISTO
L’albicocca si trova generalmente sul mercato dall’inizio di giugno fino a fine agosto. All’acquisto deve apparire morbida al tatto (ma non molle), avere la buccia liscia e vellutata, senza ammaccature; il colore deve risultare intenso senza macchie scure o puntini verdi e gialli, segni che il frutto è ancora acerbo.


VALORE NUTRITIVO E CONSUMO

Dal punto di vista nutrizionale l’albicocca è ricca di vitamina A, C, B1, B2, B3, B6 e PP. Sono presenti in buona quantità anche l’acido folico e i sali minerali, come fosforo, potassio, magnesio e calcio. 100 grammi di albicocche fresche contengono: 86% di acqua, 0,4 g di grassi, 1,4 g di proteine, 11 g di zuccheri, 0,6 g di fibre, 48 kcal. Si consuma soprattutto al naturale oppure in macedonie e frullati, sottoforma di sciroppati, gelatine, essiccati e confetture. Le albicocche devono essere mangiate ben mature, altrimenti diventano poco digeribili. Hanno anche un buon contenuto di proteine, zuccheri e carotene. L’albicocca è considerata molto energetica, quindi è indicata negli stati di debolezza, anemia, insonnia e astenia psicofisica, nelle convalescenze, nell’iperuricemia e nei casi in cui è opportuno un aumento della riserva alcalina o nel periodo dell’accrescimento; è leggermente lassativa, stimola l’appetito e le difese immunitarie. E’ controindicata in chi soffre di calcoli renali, ulcera gastroduodenale e gastroenterocolite.

CONSERVAZIONE E USO
Le albicocche vanno tenute  in un sacchetto di carta in frigorifero o a temperatura ambiente, per un massimo di 5 giorni: vanno, ovviamente, lavate prima di essere mangiate. In cucina le albicocche vengono usate per preparare torte, marmellate, creme, gelati, frullati, conserve sciroppate, ma vengono consumate anche in abbinamento ad arrosti di carne.


Sorbetto di albicocche

Ingredienti per 4 persone     

250 g di polpa di albicocche mature

un limone

250 g di zucchero

½ l d’acqua

 

Frullate la polpa di albicocche e poi spruzzatela con il succo di limone.
 Mettete lo zucchero in una pentola e aggiungete l’acqua, portate a ebollizione e fate bollire per qualche minuto. Togliete lo sciroppo dal fuoco e lasciatelo raffreddare, poi aggiungete il passato di albicocche e mescolate. Mettete il composto in una gelatiera per 40 minuti, poi trasferite il sorbetto in un contenitore e riponete in freezer.

Foto di Marta Maffi