La Colomba: storia e modernità

Si racconta che nel giorno di Pasqua del 572 un artigiano donò al sovrano un pane lievitato a forma di colomba, come tributo di pace, al termine  dell’assedio di Pavia. Di certo la colomba simboleggia la pace fin dai tempi di Noè.  Un pane a forma di colomba risale ai tempi dei rituali greci ed egizi e poi romani. Nel Settecento alla semplice pasta del pane si cominciarono ad aggiungere burro, zucchero e canditi. La caratteristica glassa di pasta di mandorle e frutta secca, che per molti di noi è il vero tratto distintivo delle colombe pasquali, è stata aggiunta solo da poche decine di anni. Un decreto del luglio 2005, emanato dai Ministeri  delle Attività produttive e delle Politiche agricole e forestali, tutela alcuni dolci tradizionali, come la Colomba pasquale. In base a questa norma la Colomba deve essere preparata con un impasto ottenuto da lievitazione naturale, utilizzando esclusivamente ingredienti come: farina, burro, uvetta, uova fresche e canditi. Il decreto stesso stabilisce nel dettaglio la ricetta, il metodo di fabbricazione, le caratteristiche del prodotto e le diciture in etichetta. Dal 1938 a Costabissara, in provincia di Vicenza, la famiglia Loison prepara questo dolce tradizionale con ingredienti di alta qualità, alcuni dei quali sono prodotti dei Presidi di Slow Food ed utilizzati in esclusiva dall’azienda, come la vaniglia Mananara del Madagascar, il Mandarino tardivo di Ciaculli (Palermo), il chinotto di Savona ed una lievitazione lenta che dura ben 72 ore. Accanto alla Colomba classica, nella gamma prodotti troviamo  la Nocciolata alla pesca, all’amarena e cannella, al chinotto di Savona e al mandarino e, in onore al Veneto, una al Prosecco di Valdobbiadene. Ma questi prodotti sono curati nel packaging: negli incarti del 2011 prevalgono i toni di tendenza giallo, arancio, verde assenzio, e lilla ma, soprattutto, le confezioni diventano borse da shopping, buste che si trasformano in trousse da viaggio, romantiche tovaglie. Il gusto del buono, del bello e dell’utile.

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto di Piera Genta