Il tovagliolo: un oggetto dall’uso misterioso

 

 

Una volta erano di un prezioso lino, spesso ricamati, magari con lo stemma di famiglia o più semplicemente con le iniziali e, con  la tovaglia, erano  parte integrante del corredo della futura sposa.Oggi, quando si è ospite da amici o mangiamo fuori casa, li troviamo, variamente piegati, magari  in una speciale carta colorata, accanto o sopra al nostro piatto. A dire il vero, l’uso del tovagliolo si è molto ridimensionato: non è raro, quando  la cena è finita, trovarlo  accanto al piatto dell’ospite ancora piegato e intonso.
A che serve dunque, oggi, il tovagliolo? Come dobbiamo tenerlo e come dobbiamo  lasciarlo sul tavolo  a fine pranzo? Il tovagliolo  va appoggiato sulle ginocchia quando ci si siede a tavola e prima di  alzarsi va sistemato, a destra o a sinistra del piatto, senza piegarlo. Se ci sono bambini  a tavola, è consentito allacciarlo intorno al collo come pare facesse Mussolini. Sull’uso poi chiunque risponderebbe che serve per pulirsi la bocca ma, se diamo un’occhiata all’uso che ne fanno la maggior parte degli avventori  di un qualsiasi ristorante, ci rendiamo conto che pochi sanno che detergere la bocca per togliere dalle labbra il sugo della pastasciutta o l’unto dell’arrosto  è assolutamente obbligatorio prima di accostarvi il bicchiere  dell’ acqua o del vino.

Foto di Oretta Zanini De Vita