Il Pane e la Lingua

Dalla semplicità e concretezza di questi due atti fondamentali con cui l’essere umano si tiene in vita e comunica con i suoi simili, i due volumi, enucleati sul tema dell’alimentazione, hanno come obiettivo una ambiziosa operazione culturale: la riscoperta delle radici e del sostrato storico-economico-folclorico-religioso della gastronomia abruzzese, e la metafora del cibo in discipline universali.
“Parla come mangi”, è con questo detto comune che il Prof. Francesco Sabatini, abruzzese di  Pescacostanzo, fra le massime autorità nel campo della lingua italiana, già Presidente dell’Accademia della Crusca, inizia la prefazione de “Il Pane e la Lingua”, testo in due volumi edito da Tabula, un’attenta casa editrice di Lanciano, città storica per l’editoria abruzzese e molisana. Il titolo, suggerito dallo stesso Sabatini, è significativo e simbolico. Il pane, il cibo, così come la lingua, rappresentano un complesso genetico articolato, ereditato per via matrilineare: i fonemi ( la lingua) , i gustemi (il cibo, il pane), ma anche le relazioni socio-affettive (il bacio) sono alla base dei primitivi legami affettivi e familiari, delle successive relazioni sociali e delle trame che costituiscono l’identità personale.
Il I Volume col sottotitolo “La Dispensa abruzzese”, curato da Adele Cicchitti, è un viaggio alla scoperta del valore del cibo nella tradizione abruzzese, inteso non solo come codice alimentare, ma soprattutto come storia, rito, memoria, anzi come un ricettario della memoria dove si impastano tradizioni culturali, culti, modelli, stili di vita, miti, attraverso segni e percorsi. Segni, come i prodotti della terra, cereali, vite, olivo, ortaggi, tartufi, aglio rosso, zafferano, miele, le carni, i formaggi, le conserve ecc. e percorsi, come i Tratturi, la via degli Abruzzi, le strade dell’olio, del vino, dei cereali, della lana ecc., lungo i quali hanno viaggiato merci e cibi, racconti e storie, attraverso cui sono stati veicolati prodotti ed arte di mondi lontani e si sono strutturate preparazioni culinarie, tradizioni ed usanze rituali che sopravvivono da secoli con stupefacente attualità.
Nel II volume, “Le Cucine del Sapere” più teorico e specifico, curato da Carla Cotellessa, il cibo è protagonista di universi concettuali dell’intera realtà. Connotazioni, simbologie, suggestioni ed implicazioni sensoriali, emotive, psicologiche ed oniriche declinano il rapporto dell’uomo con il cibo, la dipendenza o il rifiuto, la sublimazione nell’arte e la codificazione nelle norme di tutela e di consumo. Con contributi di insigni studiosi, in questa seconda parte del copioso lavoro viene analizzata la valenza simbolica assunta dal cibo nel cinema, nell’arte, nella filosofia, nella letteratura, nella musica, nella medicina, nel diritto. Il libro, con pennellate corpose e multicolori, traccia, dunque, un quadro saporitissimo della cucina abruzzese per gli ingredienti e per i significati che mescola e racchiude in sé. Indispensabile per conoscere l’Abruzzo, si avvale, oltre che della presentazione di Francesco Sabatini, della postfazione di Renato Minore e di un ricco corredo iconografico, dai disegni di copertina, simbolo del tratturo nell’interpretazione di Sandro Visca, alle foto di Henri Cartier-Bresson e alle immagini tematiche inerenti alle singole trattazioni.

ADELE CICCHITTI – CARLA COTELLESSA
IL PANE  E LA LINGUA 
2 vol. TABULA  EDITRICE
Pagg. 368 – € 80,00