Al via il gran tour intorno ai sapori d’Italia e del Mondo

 

 

Al timone del grande vascello come sempre Slow Food, che quest’anno annovera nell’equipaggio grandi chef vicini alla propria filosofia per attenzione e conoscenza delle materie prime, nonché i cuochi che, nel mondo della ristorazione, godono di una certa rappresentatività con un ruolo di cassa di risonanza per tutto il settore. Non mancano naturalmente nomi illustri del vino, da Conterno a Romanée-Conti fino a Franco Biondi Santi e Aubert de Villine, affiancati da esperti e  studiosi di fama internazionale provenienti da ogni dove giunti a Torino per tenere conferenze e convegni sui più variegati temi inerenti il cibo. Le coordinate della sapida traversata saranno i poli del buono, pulito, giusto ed ecosostenibile, cardini del pensiero di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, nonché ideatore del Salone del Gusto e di Terra Madre, postulati  tradotti in un’equazione verbale e matematica insieme espressa nella somma cibo+=territori, due parole messe insieme da una coppia di segni convenzionali per disegnare una nuova geografia del pianeta, perché senza territorio non esisterebbe il cibo, espressione del terreno, del clima e del saper fare dell’uomo. Stella polare di addetti ai lavori e visitatori in questo giro intorno ai sapori del Mondo e d’Italia sarà un planisfero di Padiglioni: il Primo, dove sono stati collocati gli espositori esteri in una grande parata di Paesi – dall’Islanda all’Africa, dall’ Asia all’Oceania, dallEuropa al Medio Oriente, passando per il Nord e il Sud America – il Secondo e il Terzo, in cui protagoniste sono le regioni italiane con tutti i giacimenti golosi del nostro Bel Paese. Impostata la bussola, ci si potrà però anche orientare seguendo la propria curiosità e il palato personale che, se ben disposto a esplorare il pianeta cibo in tutte le sue sfaccettature, potrà seguire i sentieri Slow prefissati nei vari altri padiglioni oppure tracciare una propria via secondo le indicazioni di un sapido portolano individuale. E, se non fosse ancora abbastanza, ci saranno  Laboratori e Teatri del Gusto, Appuntamenti a Tavola, Incontri con l’Autore, Laboratori della Memoria , Percorsi per bambini ,Cibo e territori, Attività didattiche Parla (di) come mangi, Incontri con le comunità del cibo di Terra Madre nell’ambito di Parla (di) come mangi e numerosissime Conferenze.

Terra Madre, le culture indigene protagoniste in una sapida babele di cibi e parole

Terra Madre, una rete di persone che nel mondo coltiva, trasforma, commercia, preserva le tradizioni e produce in modo sostenibile, alla sua IV edizione annovera tra le novità del 2010 la centralità delle diversità culturali e linguistiche, dunque la salvaguardia delle etnie, delle lingue autoctone, la valorizzazione dei valori dell’oralità e della memoria. I protagonisti della giornata di apertura rappresentano alcune tra le più significative comunità indigene del mondo che pronunceranno i loro discorsi nella loro lingua madre. I lavori saranno dedicati all’approfondimento di molteplici temi cruciali per il futuro dell’agricoltura e del Pianeta quali la biodiversità, le energie rinnovabili, le conoscenze tradizionali e altro ancora. In occasione della chiusura ufficiale di Terra Madre, si presenterà il documento programmatico, con le proposte della rete per un futuro sostenibile. Insomma, sarà un’armoniosa mescolanza verbale e culinaria cui sottendono i mille cuochi di Terra Madre, che dialogano e collaborano con le comunità del cibo e le università di tutto il mondo sulle grandi questioni che mettono a rischio il futuro della produzione alimentare di qualità, così come quello della ristorazione.

I Presidi, baluardi del gusto
La gustosa alleanza tra il mondo produttivo e Slow Food si fa sempre più salda, arrichhendosi di nuovi Presidi, che tutelano la biodiversità in tutto il mondo, tanto che al Salone del Gusto 2010 dei 106 Presìdi internazionali presenti 29 sono del tutto nuovi per il pubblico. Anche in questo caso, per rendere visibile e meglio esprimere la relazione tra cibo e territorio, tema portante dell’edizione 2010, lo spazio espositivo è allestito in funzione dei territori. Gli stand dei Presìdi sono stati, perciò, inscritti  nell’area territoriale di appartenenza. Le new entry italiane: il Salsicciotto frentano d’Abruzzo, la Lenticchia di Mormanno calabrese, il Fagiolo di Controne della Campania, lo Stracchino all’antica delle Valli Orobiche lombardo, i piemontesi Peperone di Capriglio, la Piattella canavesana di Cortereggio e  il Sedano rosso di Orabassano, il Pomodoro regina di Torre Canne di Puglia, la Fava cottòra dell’Amerino dell’Umbria e il Mazzafegato dell’Alta Valle del Tevere e i veneti Pero misso della Lessinia e il Fagiolo gialèt della Val Belluna.  Distribuiti all’interno del Mercato e divisi per area geografica, oltre 200 stand individuabili dal colore arancione saranno tappe obbligate per assaggiare formaggi, salumi, pani, dolci, ortaggi, cereali e mieli sparsi in tutto il pianeta tutelati da Slow Food. Folta la presenza africana che mette in mostra il Caffè selvatico della foresta di Harenna (Etiopia), Zucca di Larela, le  Ortiche essiccate della foresta di Mau, lo Yogurt dei Pokot con la cenere, tutti prodotti del Kenya, dall’Austria il Cavolo di fossa, la Segale dei Tauri del Lungau e lo Zafferano del Wachau, Fagioli di Smilyan (Bulgaria), Razza bovina bretonne pie noir (Francia), il Somé dei Dogon del Mali. Insomma, c’è di che spigolare qua e là tra sapori e saperi più disparati, soddisfacendo palato e mente, nutrendosi realmente e metaforicamente di tutto il buono e la conscenza che ruota intorno al cibo urbi et orbi.

 

 

 

 

 

 

www.salonedelgusto.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.terramadre.it