Il ghetto di Roma: itinerario tra benessere, libri & cibi

Comincio da Piazza Mattei, confidenzialmente nota come Piazza della Tartarughe per via della sua emblematica fontana. In questo luogo incantevole e fermo nel tempo, inizio a purificare lo spirito e il corpo da Acquamadre, un Hammam che  mi avvolge come in una spirale coi suoi vapori liberatori. Il  profumo e l’atmosfera farebbero svanire anche gli umori più cupi. Il percorso consente di allontanare i rumori del quotidiano brulicare cittadino, coccolandosi con tepori orientali e oli essenziali. Alla fine del trattamento dimentico ciò che è fuori e ritrovo il mio tempo interiore. Uscita da un’esperienza simile, fluttuo verso via della Reginella dove si trova una libreria, anche galleria e archivio fotografico, unica nel suo genere: il museo del Louvre. Un luogo squisitamente vintage quanto il nome che indossa, popolato da oggetti curiosi esposti in una vetrina delle meraviglie da cui immagino – da un momento all’altro – fare capolino la civetta di Harry Potter. Saranno tutte queste novità, ma accuso un certo appetito. Per saziarlo non ho che l’imbarazzo della scelta in un ventaglio di proposte allettanti: opto per un light lunch al Kosher Bistrot. Qui si gustano piatti veloci a base di carni essiccate e vini, tutti rigorosamente prodotti secondo i dettami kosher. In alternativa, in Piazza delle Cinque Scole, c’è la Sora Margherita, dove si può consumare un pranzo veloce con il tipico carciofo alla giudia o un cacio e pepe con ricotta. Non troverete insegne, l’atmosfera è più che casalinga ed è consigliata la prenotazione: in questo luogo ormai di culto la logica dei turni macina a ritmi da metropoli. A pochi metri, per uno shopping gastronomico, è d’obbligo una sosta da Beppe e i suoi formaggi: boutique con prodotti caseari e il valore aggiunto di una produzione propria piemontese. Aperto sotto l’egida della famiglia Bleve, garanzia di qualità e raffinatezza in ambito enogastronomico, questo negozio invoglia già dall’entrata all’acquisto di prodotti. Il bancone pullula di formaggi elegantemente esposti come preziosi gioielli pronti all’assaggio. Dalla Toma, al burro di produzione propria, il latticino trionfa anche da oltralpe con il prelibato formaggio di capra “Le Catal”. Il tutto da accompagnare a casa propria con una delle mostarde che colorano gli scaffali, lì in bella mostra a portata di mano pronte per  essere acquistate e scatenare le fantasie culinarie tra le pareti domestiche, facendovi fare un figurone con gli amici o con eventuali conquiste amorose. Ma il ghetto riserva altre sorprese. Arrivati al Portico d’Ottavia sentirete più forte l’identità culturale: qui tutti si conoscono, l’atmosfera è quella di una salda roccaforte. Il forno Boccione ne è l’emblema: punto di ritrovo da generazioni, ha una conduzione tutta al femminile forte del monumentale e matriarcale passato dolciario della famiglia Limentani. Da non perdere la squisita pizza ebraica, un morbido biscotto a base di mandorle, uvetta e cedro candito. Imperdibili la torta di ricotta e visciole – dalla frolla genuina e strutturata – come i “biscottini” a base di mandorle e cannella. Sfiziosi i bruscolini caldi sfornati in gigantesche teglie. Restando in territori edulcorati, a pochi metri c’è La Dolceroma. Il proprietario, Stefano Ceccarelli,  è specializzato in un originale binomio dolciario austriaco-americano. La Sacher è pari a quella dell’omonimo hotel viennese e condivide il trono con le cheesecakes, anche in monoporzione da passeggio. Preparatevi: avrete il colpo di fulmine al primo morso cimentandovi con muffins e  brownies. “Il segreto della mia Sacher è nella sensibilità d’animo più che nella ricetta”, mi confessa Stefano. La sua cordialità è il segno distintivo di una professione che richiede totalizzante passione. L’entusiasmo con cui mi mostra la realizzazione del caramello per la sua torta Dobos è trascinante almeno quanto l’intenso profumo dello strudel e dei bagels con semi di papavero appena sfornati. Per concludere, non mi resta che raggiungere Piazza Costaguti per la cena da Gino e Antonio: luogo privilegiato – anch’esso legato alla famiglia Bleve – che soddisfa i palati più raffinati, offrendo prodotti unici in un ambiente molto accogliente ed informale. Qui si possono degustare una serie di vini ottimamente scelti, accompagnandoli a lasagne rosse,  carni,  minestre e  zuppe di stagione.

 

Acquamadre: www.acquamadre.it Via di S. Ambrogio, 17

La Dolceroma: Via del portico d’Ottavia, 20/b  dolceste@yahoo.it

Beppe e i suoi formaggi: Via Santa Maria del pianto 9A/11 Tel. 06.8192210

Il museo del Louvre: Via della Reginella 26/28. Info@ilmuseodelouvre.com

Il forno del ghetto Boccione, via del Portico d’Ottavia 2

Sora Margherita: Piazza delle Cinque Scole 30 Tel. 06.6874216

Kosher Bistrot: Via Santa Maria del Pianto 68/69  www.kosherbistrotcaffé.com

Gino e Antonio: Piazza Costaguti, 1 Tel. 06.68309420. 

Foto di Vanessa Valentinuzzi

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