Week end con gusto. Identità Golose 2011

E proprio il Lusso della semplicità ci caratterizzerà ancora perché la realtà è cambiata. E’ vero: ci saranno sempre, sparsi per il pianeta, clienti danarosi e poco curiosi, felici di frequentare un certo lusso pomposamente “ottocentesco”, ma il buono più attuale e concreto ha assunto tutt’altre forme e aspetti, più primarie e naturali, figlie di chef, pasticcieri, produttori, appassionati eticamente consapevoli dei problemi che affliggono il mondo. Non si può più essere egoisti, non si può più mangiare questa o quella cosa solo perché ci piace. Dobbiamo portare rispetto alla natura, dobbiamo badare anche a un futuro che sarà il risultato delle nostre virtù o delle nostre scelleratezze.  “Il Lusso della semplicità: i segni e i gesti” dunque, un volere capire cosa rimane di immutato, di chiaro e di preciso nel tempo in una ricetta, quei segni e quei gesti che caratterizzano anche il più creativo dei cuochi. Come non esiste una tradizione ferma e immutata, così non esiste un cambiamento nuovo al 100 per cento.  C’è sempre del movimento nella prima e del noto nella seconda, solo che in un caso è troppo lento per essere percepito dai più e nell’altro è troppo rapido al punto da nascondere gli elementi di continuità. A Milano andremo alla ricerca di questi dettagli. Lunga la teoria dei relatori attesi sul palco del congresso: dalla Francia Emmanuel Renaut, Inaki Aizpitarte e Mauro Colagreco; dal Giappone Yoshihiro Narisawa, dalla Svezia Magnus Nilsson e dal Portogallo Nuno Mendes, un viajante approdato a Londra. Mehmet Gurs dalla Turchia e l’americano Paul Liebrandt si specchieranno negli italiani Alajmo, Bottura e Lopriore, Scabin e Sultano, Esposito e Romito e in tutti coloro che animeranno gli appuntamenti monografici dedicati a riso, birra e dolci. Dalla squadra di Davide Oldani ai fratelli Costardi, da Enrico Bartolini a Luigi Taglienti e Marco Stabile, al lato Dolce declinato da Corrado Assenza e Gianluca Fusto, da Frèdèric Bau e Camille Leseque, da Antonino Cannavacciuolo e Tatsuya Iwasaki, ma anche da Simone Padoan che non è solo un cuoco-pizzaiolo.  E poi ancora tutti coloro che si aggiungeranno nelle prossime settimane perché Identità Golose 2011 si preannuncia più ricco che mai.