Galateo della tavola: parola misteriosa in uso ormai solo ai “matusa”?

Fra le persone che hanno superato i fatidici “anta”, forse per reazione contro gli assilli materni, qualcuno ha deciso di lasciare ai figli assoluta libertà, ed è per questo che i bambini italiani sono classificati i più maleducati d’Europa. Questi bambini, nel frattempo, sono diventati grandi, senza cambiare i loro comportamenti. Chi si ricorda, ad esempio, che quando si è invitati a cena, prima di suonare il campanello, si spegne rigorosamente il cellulare? Chi fa attenzione a non invitare insieme personaggi come Bersani e Berlusconi?  E a tavola? Ci si ricorda che non si parla maneggiando le posate? Che non si soffia sulla minestra troppo calda? Sarà la padrona di casa  a controllare la temperatura della sua zuppa prima di mandarla in tavola! Che non ci si passa le mani  tra i capelli e men che meno si permette a questi di  lambire il piatto  adesso che usano  lunghi e spettinati? E che dire poi delle persone che si siedono a tavola affamate e affondano la  forchetta nel gustoso piatto di pasta senza aspettare che la padrona di casa si sieda anche lei? Quante piccole accortezze raffinate ci siamo dimenticati! A fine pasto il dolce precede la frutta e questa arriverà in tavola lavata: ciliegie e uva si mangiano, sì, con le mani; tutto il resto va tagliato  con il coltello e mangiato con la forchetta. Il tovagliolo, oggi sembra un di più messo accanto al tavolo: nessuno più lo usa e perciò nemmeno ci si ricorda di  aprirlo e sistemarlo sulle ginocchia. I gomiti, questi incredibili attrezzi ingombranti sulla tavola, erano un tempo oggetto di richiamo: “tira giù i gomiti dal tavolo!” era un adagio che risuonava più o meno in tutte le famiglie con ragazzi. Quanti di noi ricordano tutte o in parte queste piccole regole di galateo? Regole a cui dovrebbero guardare con attenzione anche i gestori di ristoranti, presso i quali a fronte di un prezzo del conto spesso salato corrisponde un servizio poco attento. Basti qiualche esempio: i tavoli troppo accostati che non consentono agli avventori di chiacchierare senza essere ascoltati dai vicini, il pane, che è la prima cosa che viene in tavola quando gli ospiti si siedono, anche se bon ton vorrebbe che comparisse solo al momento di accompagnare un piatto. Ma, si sa, questa piccola contravvenzione alle norme viene spiegata dal ristoratore con la necessità di dare al cliente qualcosa da mettere subito sotto i denti.  E ancora: molti, troppi ristoratori chiedono di scegliere un vino prima ancora che si sia scelto il menù. E, avanti di questo passo, potremmo scrivere un bel volume. Tuttavia, bisogna dire che un piccolo zoccolo duro di persone, che si va man mano allargando, comincia a porre attenzione a queste piccole e non gravose regole di bon ton. Avremo un futuro di ragazzi che aiutano la mamma a servire gli ospiti porgendo il piatto di portata dalla sinistra e ritirando i piatti sporchi dalla destra? Chissà, ogni tanto il futuro  porge piacevoli sorprese.