Dolce vita alla bavarese (parte seconda)

e un vassoietto di legno per appoggiare le vivande. ”Peter comincia a estrarre dal suo cestino una serie di cose buone e le appoggia al bancone, sembra quasi Mary Poppins… Pane nero molto compatto e speziato, burro di quello che viene dalle fattorie bavaresi, dal gusto intenso e cremoso, un pezzo di Allgäuer, Emmentaler, Romadur, Limburger, tutti formaggi regionali, Leberkäse (sorta di polpettone composto da carne di maiale e di manzo, cotto al formo a forma di pane), vari tipi di salami, Pressack (fa pensare alla nostra coppa), prosciutto affumicato”. “Come al solito poca verdura…” commento. “Jein, (parola composta da Ja e Nein che vuol dire Sì e no)” – ribatte Peter estraendo ravanelli, rafano, Kartoffelsalat (insalata di patate), pomodori, “in effetti non molto di più… ma tu sai come si riconosce un bavarese da uno straniero? Da come taglia il rafano! Va tagliato a spirale, guarda così… prova tu se ci riesci…”, aggiunge con l’aria di chi è sicuro del fatto suo.

Io so che non riuscirò mai a creare una spirale tanto perfetta, capisco al volo che è una di quelle occasioni dove il silenzio evita la brutta figura… Peter estrae alla fine una crema biancastra, dalla consistenza maggiore del burro e da un odore molto intenso… “Cos’è?“
“Come, non conosci l’Obazda? So eine Unverschähmtheit (che vergogna!) se vuoi ti dò la ricetta…“ (vedi sotto).
Devo ammettere che i camerieri che si muovono seguiti dalla scia profumata mi distraggono. Polli arrosto, stinchi di maiale con crauti e Kartoffeln- o Semmelknödeln (canederli di patate o di pane), insalate di Wuerstel (salsiccia) con cipolla e cetrioli, Wuerstel con crauti, Leberkäse fumanti, arrosti di maiale, costine ed ecco, lo Steckerlfisch, pesce arrostito allo spiedo, mi fa quasi svenire. Peter si accorge del mio momento di debolezza e dello sguardo lascivo e mi fulmina riportandomi al suo Brotzeit. “Sono cari i Biergarten, il mezzo pollo costa 6 €, e il pesce 2,50 € per 100 grammi, dai … dai andiamo a prendere la birra“. Ci mettiamo in fila.
Nei Biergarten se si vuole la birra la quantità minima è la Maß, un litro e il prezzo varia dai 6 ai 7 € (c’è sempre qualche euro in più per il vuoto, il Pfand che viene restituito alla resa del bicchiere). Se si vuole alleggerire la quantità di alcool si può optare per una Maß di Radler (1/2 birra chiara e 1/2 limonata), oppure la versione con la Wießbier e limonata, la Ruß (anche queste costano dai 6 agli 8 €). Come bevande  senza alcool si trovano la coca cola, la fanta, le due insieme prendono il nome di Spetzi, le varie Schorle che si fanno con succhi di frutta mischiati ad acqua gassata (Apfelschorle, con la mela, Kirschschorle con le ciliegie per esempio, ottimo il Rabarbarschorle a base di rabarbaro, che però non si trova ovunque). Peter prende una Ruß e io la mia solita Radler, comperiamo ancora una Brezel (il pane tipico salato a forma di braccia incrociate) enorme e croccante (dai 3 ai 4 €).  Ci sediamo e io inizio a spalmare l’Obazda sul mio pane: “Prost“ mi dice Peter impugnando con forza il pesante boccale: con difficoltà sollevo il mio e “Prost“, un brindisi alla dolce vita bavarese.
Nella prossima puntata conosceremo i più bei Biergaerten monacensi.

 

Foto di C. Reiter
 

Obatzda
 
Ingredienti per 2 persone


250 g di Camembert maturo

100 g di formaggio fresco grasso (si può usare anche il mascarpone)

20 g di burro

40 g di cipolla

4 cucchiai di birra chiara

erba cipollina

pepe nero

peperoncino

cumino

 

Schiacciate e mischiate il Camembert e il formaggio fresco con una forchetta. Aggiungete il burro e insaporite l’impasto con sale, pepe, peperoncino e cumino. Unite, quindi, la birra e mischiate fino a rendere il tutto cremoso. Lasciate riposare per un’ora prima di mangiarla, spalmando la crema su fette di pane di segale e servite con la cipolla tagliata sottilmente e una spruzzatina di erba cipollina: potete, volendo, guarnire con un ravanello o del rafano tagliato a spirale.
 
Consiglio: l’Obatzda dovrebbe essere consumata lo stesso giorno in cui si prepara, perché altrimenti le cipolle sviluppano un sapore amaro.