Da Porto Sant’Elpidio a Porto San Giorgio. Viaggio nella terra del sapore

Borgo marinaro sorto negli anni Cinquanta, diventò presto indipendente da Sant’Elpido a Mare, la cittadina medievale, capitale del distretto calzaturiero piceno, che lo guarda dall’alto di una collina. Simbolo dell’operosità del luogo è lo stemma, che riporta nel campo inferiore un’ape operaia, mentre in quello superiore si vedono il mare, una barca a vela e il sole: tre ingredienti fondamentali della cucina del luogo, basata sul pesce e sulla genuina, ma mai ingenua, semplicità delle preparazioni. Ne sono un esempio i piatti del Minonda (Via Donizetti, 2 tel. 0734. 679505), un locale nato un paio di lustri fa in riva al mare, così detto per le maree che un tempo inondavano gli chalet affacciati sulla spiaggia. Dai Gamberoni dell’Adriatico con carpione di verdure stufate alla menta – che si distinguono per gusto e leggerezza – alle Tagliatelle caserecce con coda di rospo, crema di zucchine e odori, fino alla Gallinella di mare con passata di patate e olio alle erbe, è un ristorante che merita una menzione d’onore per la delicatezza dei suoi piatti e per la squisita ospitalità del personale di sala. Uscendo dal paese, la strada prosegue in direzione di Porto San Giorgio, nota stazione balneare e centro peschereccio tra i più importanti del medio Adriatico, dove la bandiera del sapore sventola sul Delfino Verde (Lungomare Gramsci – Conc. 7 – 0734.676750, chiuso lunedì), un luogo fuori del comune che stupisce il palato. Anima del posto dal 1992 è Riccardo Tarantini, pescatore sin da quando aveva tredici anni. “Mio padre e mio nonno”, racconta, “ mi hanno insegnato a pescare e a cucinare, una delle prime cose che una volta un ragazzo di mare doveva saper fare”. Col suo peschereccio esce quattro giorni a settimana per garantire la freschezza assoluta di ciò che porta in tavola. Al ristorante serve solo quello che ha pescato e, quando il mare è brutto, Riccardo con suo figlio e un altro ragazzo, pure lui del mestiere, non escono con la barca, perciò pesce al locale non ce n’è. “I nostri piatti ancora oggi sono il frutto di una cucina di solidarietà”, spiega, “nata in passato dalla collaborazione tra pescatori e contadini, che per sopravvivere scambiavano i prodotti del mare con quelli della terra”. Basta assaggiare le sue pietanze per credergli, piatti in cui il pesce è sposato agli ortaggi e ai legumi, alla polenta e al formaggio. Ne è un esempio un secondo a base di alici e verdure di stagione, ma anche le Bocce delle secce, ovvero le mammelle di seppia gravida, prelibatezze tenere fino all’inverosimile cotte insieme ai fagioli. Altre sue specialità  sono la Polenta col sugo di seppia e il Brodetto, tipica zuppa di pesce marchigiana ricca di varie qualità di pesce (dalle triglie ai calamari), che qui si gusta nella versione che contempla l’uso dell’aceto: col suo denso sughetto si può condire anche la pasta. L’aereo Fritto di merluzzetti, cefaletti e soglioline, lascia interdetti al pari delle straordinarie Ostriche dell’Adriatico, che nulla hanno da invidiare alle consorelle francesi. Il senso di soddisfazione che si prova lasciando la tavola di Riccardo è completata dalla vista delle terrazze collinose d’intorno: da una parte Torre di Palme, abitato medievale, eremo mistico e sentinella di un mare una volta infestato dai Turchi, uno tra i più ragguardevoli centri storici delle Marche, e dall’altra, Fermo con il suo magnifico Duomo (del 1227) dedicato all’Assunta. Alla Madonna, protettrice della città, è intitolato il Corteo in costume, che sfila per strada il 15 agosto, quando ricorre la festa della Vergine: un affresco a tutto tondo d’arte, sapori e tradizioni secolari di un lembo felice d’Italia.

 

Dormire  
A Porto Sant’Elpidio, Holyday In, Tel. 0734.9071   

Shopping 
A Fermo, nel distretto calzaturiero più importante d’Italia, si possono acquistare scarpe belle e di qualità un po’ ovunque, ma Fabiani, azienda artigianale a conduzione familiare, si distingue per la conservazione della manualità in alcuni passaggi della produzione. (Via dell’Industria, 50 – Tel 0734.642479).

Eventi
IL Cappello di Paglia
Montappone (Fermo)
23-24-25 luglio 2010

L’antica tradizione della lavorazione della paglia di grano rivive per le vie del borgo antico.

A Fermo in primavera si svolge Tipicità, Festival dei prodotti tipici delle Marche, giunto quest’anno alla sua 18° edizione. Una maggiore età conquistata nel segno delle tradizionali bontà regionali.

Foto di Clara Ippolito e Nicola Zinni