Colori e sapori d’autunno nelle Terre di Faenza

E noi non resistiamo, la seguiamo, Artica, il bellissimo Lupo Cecoslovacco che insieme al suo padrone Ivano Fabbri, guida ambientale, ci fa strada nel Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, in questo periodo dell’anno un avvolgente vortice di colori caldi, giallo, rosso, marrone, quelli autunnali. Il parco, istituito nel 2005 tocca sei comuni: Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, in provincia di Ravenna e Borgo Tossignano, Casal Fiumanese, e Fontanelice in provincia di Bologna. Il parco ospita La vena del gesso, una dorsale gessosa che si estende per  20 chilometri disposta trasversalmente alle vallate Appenniniche.  Artica, con il suo pelo argentato risalta sul tappeto di foglie ed è in perfetta armonia con gli scorci in cui si vede la cristallizzazione del gesso, anch’essa grigio-argento. La nostra amica corre avanti come per controllare che ci sia via libera, si ferma impettita, consapevole della sua bellezza, ci guarda e ci invita a seguirla; i sentieri sono stretti e a volte fanno venire le vertigini, a noi, non a lei che scorazza come se avesse delle ali di riserva in caso dovesse perdere l’equilibrio. Siamo sul crinale, Artica si ferma, guarda a sud, noi guardiamo a sud. Questo è il versante arido dove testarde a dispetto dell’arsura vivono piante di elicriso, eliantemo, artemisia e, grande onore del Parco, la Falcetta persiana, che si trova solo qui in Italia. Su questo versante una successione di falesie pare che di notte rifletta il chiarore lunare, per questo è chiamato “pietra di luna”.
Artica guarda a Nord, noi guardiamo a nord. Il paesaggio cambia completamente, è dolce, ammantato di boschi di carpino e orniello, gialli e rossi in questa stagione e castagneti e punteggiato da avvallamenti a imbuto di origine carsica che fanno da anticamera a vere e proprie grotte che si possono visitare nel Parco carsico Marana Tanaccia.  Il lupo cecoslovacco è a casa, si muove con l’agilità di chi si trova in un territorio che gli appartiene, ci dà anche sicurezza. “Artica si accorge immediatamente se ci sono lupi nei dintorni, sente subito quando c’è un territorio marcato e mi avverte” spiega Ivano. E sì, nel parco ci sono i lupi; e ci corre un brivido lungo la schiena… ma non solo. Istrici, ricci, topi quercini, caprioli e cinghiali, pipistrelli e tra gli uccelli il picchio verde, l’upupa e la ghiandaia marina, infine il gufo reale, tutti trovano qui un habitat ideale. Questi animali si possono vedere nel museo del Parco Carnè, qui ci sono esemplari imbalsamati donati dai cacciatori. In questa zona, nella parte Nord del parco c’è anche la Ca’ Carnè, che offre ai visitatori la possibilità di pernottamento nella natura e ai più giovani anche una bella base scout. Qui salutiamo Artica, come se fosse una persona. Lei saluta noi e con lo sguardo ci dice “tornate” e anche qui non le possiamo resistere, torneremo.

Info:
www.parcovenadelgesso.it
www.terredifaenza.it

I sapori…
Per il nostro percorso d’autunno lasciamo i colori e ci incamminiamo verso i sapori. Casola Valsenio, al centro della verde vallata del Senio, nel cuore del parco. L’area in cui sorge fu colonizzata già  agli inizi del mille dai Benedettini che vi fondarono l’Abbazia di Valsenio. È chiamato il “Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati” e il suo gioiello è il Giardino delle erbe “A. Rinaldi Ceroni”, un’affascinante fabbrica di erbe medicamentose, cosmetiche e aromatiche con scopo conservativo, didattico e divulgativo. Il giardino alla fine di maggio è nel fulgore della sua bellezza e dei suoi profumi e va assolutamente visitato. Continuiamo il nostro percorso fino al “Ristorante Fava” di Katia Fava. Katia Fava è una Guru o forse lei preferisce “Strega” dei frutti dimenticati. Ce li mostra, ci racconta le loro storie e ce li fa assaggiare in un menu davvero interessante e fantasioso. Anche sulla tavola i colori autunnali non mancano. I frutti dimenticati, sono frutti profumati, dalle tinte calde: il rosso-bordeaux delle corniole, il marrone brillante delle giuggiole, il giallo senape delle mele cotogne, delle nespole, il rosso-arancione dei corbezzoli, e il giallo canarino delle sorbe e così via. Erano piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa fin dal tardo Medioevo. A Casola Valsenio l’allora professore Augusto Rinaldi Ceroni, botanico e pioniere dell’erboristeria italiana li salvò dall’estinzione. Katia era un’allieva del Professor Rinaldi Ceroni, da lì la grande passione per le erbe e per questi frutti, che unita a una fervida fantasia e applicazione li ha fatti rinascere, come dire, a nuova vita. Sono caratteristici della stagione autunnale e noi, per una felice combinazione, siamo qui ed è per l’appunto proprio autunno. Alcuni di questi frutti sono immangiabili crudi, come la pera volpina, dura come il legno, ma cotti nel modo giusto si trasformano in vere delizie, altri, come le giuggiole cambiano sapore in base alla maturazione spiega Katia e ce le fa assaggiare i tutte le fasi. Bene ora basta con le piccolezze, concentriamoci sulle cose serie: il menu ai frutti dimenticati. Cominciamo l’Insalatina di mele selvatiche, azzeruole, giuggiole, sorbe e dai  Caprini alle erbe con corniole in salamoia. Per ogni pietanza ci porta anche il frutto “crudo” per farcelo vedere e assaggiare, gusti delicati e a volte inusuali che combinati creano una sinfonia di sapori tanto nuovi quanto antichi. Continuiamo con una calda e delicatissima Zuppa di castagne e Risotto ai frutti di bosco e con delle Scaloppine al melograno e Frittata con pere cotogne.  Come dessert le Bomboniere di alchechengi e Budino ai corbezzoli. Ci stiamo per alzare soddisfatti da tavola “Dove andate!?” ci blocca Katia che arriva con un carrellino pieno di elisir, grappe e liquori a base di erbe che ha fatto lei…  “dovete provare i digestivi ai frutti dimenticati “, ci invita sorridente. E noi, in questo paradiso di colori e gusti d’autunno… assaggiamo e … beviamo per non dimenticare.

Info:
www.ilgiardinodelleerbe.it
www.ristorantefava.it

Interessante il programma Natale nelle Terre di Faenza con Presepi di tutti i tipi, ma anche torrone, concerti itinerantie  gastronomia. Tante le iniziative in programma dall’ 8 dicembre alla fine di gennaio del nuovo anno.

Per informazioni generali su tutti gli eventi:
Terre di Faenza tel. 0546 71044
www.terredifaenza.it

Foto: Valeria Vairo, Max Costa e Marco Sami