Barba di frate

Scientificamente è chiamata Salsola soda, ma è nota anche come barba di cappuccino, roscano, finocchi di mare o barba del Negus; se ne consumano le foglie e la raccolta avviene da marzo fino a fine luglio. Nell’Italia centrale questa pianta è chiamata agretto, un nome derivato dal sapore leggermente acido delle sue foglie. In passato la barba di frate era usata come fonte di soda (carbonato di sodio), estratta dalle sue ceneri dopo la combustione. Ricche di carbonato di sodio e di potassio, con esse si produceva artigianalmente il vetro. Difatti, non a caso, queste piante venivano coltivate a Venezia, per dare la materia prima alle famose vetrerie della città.

L’ACQUISTO
Si trova in tutti i mercati e si presenta a mazzetti: i migliori sono quelli dal verde intenso, dal filo turgido e senza macchie.

VALORE NUTRITIVO  E CONSUMO
La Barba di frate è ricca di potassio, caroteni, calcio e vitamina C, B1, B2, B3 e B6 (24 milligrammi per 100 grammi), vitamina E e retinolo equivalenti (che nell’organismo si trasfromano in vitamina A). Contiene anche buone quantità di acido folico, di potassio, fosforo, sodio e ferro. Proprio per la sua composizione nutrizionale è molto diuretica, rimineralizzante e depurativa. Grazie al contenuto di sali minerali e clorofilla, facilita l’eliminazione delle scorie e depura il sangue da colesterolo e dai trigliceridi. 
E’ rinfrescante e leggermente tonica, non contiene glutine e perciò può essere consumata dai celiaci. E’ diuretica, utile in caso di soprappeso e obesità, purché condita con pochi grassi. E’ controindicata in caso di calcoli renali, ulcera gastroduodenale e gastroenetrocolite. Per sfruttare al meglio le sue caratteristiche nutrizionali, l’ideale sarebbe consumarla ogni giorno per un mese, ben lavata e scottata al vapore. 100 grammi di barba di frate cruda apporta soltanto 17 Kcal.

CONSERVAZIONE E USO
E’ una pianta dai molteplici usi, è edibile e viene prerciò largamente usata in cucina. È diffusa anche nella cucina aglosassone, dove viene chiamata con il nome italiano di agretti. In Emilia-Romagna viene popolarmente chiamata “lischi”. La pianta è utilizzata soprattutto nella dieta mediterranea. Le sue foglie sono piene e succose e hanno sapore leggermente acidulo. La barba di frate può essere consumata lessa o cotta al vapore, condita con del limone è un ottimo contorno per la carne: per mantenere il verde brillante delle sue foglie, dopo la cottura immergerle in acqua e ghiaccio. Ci si possono fare anche gustose frittate e delle torte salate, ma anche insaporirli con aglio, pomodoro e acciughe. Si tratta di una verdura fresca delicata, quindi va conservata in frigorifero nel cassetto della verdura o in altro luogo fresco ed asciutto per non più di qualche giorno. I mazzetti di barba di frate sono spesso pieni  di terra alla radice, perciò occorre tenerli a bagno con bicarbonato di sodio, risciacquando spesso l’acqua. Bisogna poi fare attezione a tagliare le radici che sono pungenti e si presentano come bastoncini legnosi. Basta impugnare ogni “filo” di agretto nel punto in cui la barba finisce e spezzarla con un colpo secco.

Barba di frate all’agro

Ingredienti per 4 persone

1 kg di barba di frate (o agretti)
olio extravergine d’oliva
sale

Pulite e lavate accuratamente la barba di frate. In un’ampia casseruola mettete cinque dita d’acqua e portate a bollore. Versatevi la verdura, coprite col coperchio e fate cuocere per 5 minuti. Prima di spegnere salate. Tenete la barba di frate per un po’ nella sua acqua e poi passatela velocemente in una vaschetta con acqua e ghiaccio, quindi scolate. Condite con olio e limone e servite.