Meteoenologia (II Parte)

“Il clima britannico ha visto una piccola era glaciale tra il XVII e XIX secolo, mentre oggi stiamo vivendo una condizione climatica simile, ma non più calda del periodo caldo medievale, compreso tra  l’800 e il 1300, quando la viticoltura prosperava nell’isola. Il Domesday Book, pubblicato nel 1086, elenca 45 vigne a fronte di una popolazione di meno di due milioni di persone. Oggi per 60 milioni di abitanti si contano circa 420 vigne”. Vigneti questi ultimi concentrati nel sud dell’Inghilterra e nel meridione del Galles, mentre durante l’età di mezzo si arrivava sin quasi ai confini con la Scozia.
Eppure il merito della crescente qualità del vino inglese non è solo di qualche grado Celsius in più, ma sopratutto di uomini che amano profondamente questa pianta e, nonostante le difficoltà climatiche e la mancanza di una forte tradizione enologica, si sforzano per migliorare e migliorarsi di anno in anno. I sudditi di Sua Maestà si danno un gran da fare sia in campagna sia in cantina: le aziende sono moderne, ospitali e il personale è molto preparato e di sicura esperienza. Gran parte sono uomini e donne che hanno girato “il mondo del vino” per portare in patria le conoscenze migliori e adattarle al territorio e alla cultura britannici. A tal proposito Chriss Foss, Preside del Dipartimento Studi Vinicoli del Plumpton College, università indirizzata al mondo dell’agricoltura e dell’allevamento, ci conferma che “entrambi gli aspetti, climatico e umano, hanno significativamente contribuito a migliorare la reputazione e l’importanza del vino inglese. Credo fermamente – aggiunge – che il Plumpton College abbia giocato un ruolo fondamentale nell’incrementare la qualità dei vini del Regno Unito”. Il Plumpton College sembra una grande casa di campagna più che un centro di studi all’avanguardia: moderne aule e laboratori si intervallano a caseggiati, stalle e piantagioni varie, inseriti in un ambiente estremamente curato e di chiara impronta anglosassone. Qui il rigoroso studio e la continua sperimentazione hanno sicuramente fatto la differenza in questi anni. In quest’ università tra le colline gessose del Sussex si è condotta una ricerca accurata e capillare sia sulle varietà storiche d’oltremanica sia su quelle potenzialmente coltivabili. Inoltre, si sono sperimentate e perfezionate le più innovative tecniche di cantina, “sfornando” di anno in anno giovani capaci e caparbi che stanno disegnando il presente e mettendo le basi per un futuro radioso della viticoltura inglese. Grande attenzione è stata rivolta alle uve rosse, anche da parte di aziende private ma, come ci confida il professor Foss, “sebbene in Inghilterra si producano dei meravigliosi Rosè, esistono poche cantine che realizzano importanti quantità di rosso di qualità. Credo che ciò possa cambiare, ma per qualche anno ancora dovremo concentrarci su vini bianchi leggeri, fruttati e aromatici”.  Sicuramente è ancora presto per bere grandi rossi inglesi, ma i presupposti per degli interessanti Pinot nero ci sono tutti così, come è ormai chiaro, che si sta delineando lo sviluppo di una nuova nazione enologica. “La viticoltura inglese ha un grande futuro – afferma orgoglioso Chris Foss – il mercato della produzione locale è cresciuto e l’interesse per il vino inglese è sempre crescente. Il consumatore si sta orientando su vini più leggeri che meglio si abbinano alla cucina moderna; nei prossimi dieci anni la produzione di spumante aumenterà fino a 3 milioni di bottiglie all’anno, andando così in competizione, nel mercato interno, con lo Champagne. Inoltre, il Global warming ci permetterà di sperimentare al meglio varietà come Sauvignon blanc e Riesling. In sostanza è un’industria davvero dinamica e innovativa, e credo che presto esporteremo in tutto il mondo”. A confermare la vitalità del “vigneto di sua Maestà” è anche Frances Horder, direttrice dell’International Wine and Spirit Competition (Iwsc), il più antico concorso enologico del mondo, quando ci dice che “quest’anno, ancora una volta, uno dei vincitori dell’Iwsc è stata una piccola cantina del sud dell’Inghilterra, Nyetimber, che produce eccellenti spumanti molto apprezzati in una recente degustazione con altri di una famosa zona della Francia, realizzati con la stessa tecnica”.  

Plumpton College
Costruito nel 1926, Plumpton College è oggi il più importante polo d’istruzione del settore agricolo e dell’allevamento in Gran Bretagna. Corsi di studio in orticoltura, arboricoltura, allevamento, viticoltura e management del settore agricolo sono solo alcune delle specializzazioni che offre questa scuola, capace di dare un’istruzione dal diploma alla laurea (il College si appoggia all’università di Brighton), tutta incentrata sul mondo agricolo. Situato nel Sussex, precisamente ai piedi del pittoresco South Downs, a poco più di 14 chilometri da Brighton e 60 da Londra, il Plumpton College è perfettamente inserito nel caratteristico ambiente rurale del sud dell’Inghilterra, proprio al centro della sua tenuta di 700 ettari (nella foto: Studenti che raccolgono uve rosse al Plumpton College).    Foto Plumpton College